Infanzia di Gesù gioiosa profezia della Redenzione

«Finalmente posso consegnare nelle mani del lettore il piccolo libro da lungo tempo promesso sui racconti dell’infanzia di Gesù». Così, con semplicità, Joseph Ratzinger-Benedetto XVI si annuncia nella premessa del nuovo libro, il terzo, sulla trilogia della vita di Gesù di Nazaret.

Un’opera definita dai critici «capitale», non rigorosamente teologica come i tanti altri scritti del teologo bavarese prete-vescovo-cardinale-papa, ma neanche una favola o una narrazione di fantasia, bensì un testo storico, basato sui Vangeli di Matteo e Luca e che, come i Vangeli, ricorre a un «linguaggio semplice», ma al tempo stesso «rigoroso e coraggioso nell’esposizione».

Semplicità, rigore, coraggio. Lo si evince subito da uno dei brani che l’Editore Rizzoli ha anticipato dalla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte: «Gesù», scrive Ratzinger, «è nato in un’epoca determinabile con precisione». L’inizio della sua attività coincide con «il quindicesimo anno dell’Impero di Tiberio Cesare». Luca nel capitolo 3,1 fa «una datazione dettagliata ed accurata di quel momento storico». Menziona inoltre «il governatore romano di quell’anno e i tetrarchi della Galilea, dell’Iturea e della Traconitide, come anche dell’Abilene, e poi i capi dei sacerdoti». Non ci può essere confusione dunque sul Gesù reale.

Lo esplicita chiaramente l’autore: «Gesù non è nato e comparso in pubblico in un imprecisato “una volta” del mito. Egli appartiene a un tempo esattamente databile e ad un ambiente geografico esattamente indicato: l’universale e il concreto si toccato a vicenda». Non perde tempo tuttavia Ratzinger a disquisire, ma leva lo sguardo e abbraccia altri orizzonti, scrivendo che «in Lui,il Logos, la ragione creatrice di tutte le cose, è entrato nel mondo. Il Logos eterno si è fatto uomo e di questo fa parte il contesto di luogo e tempo. La fede è legata a questa realtà concreta, anche se poi, in virtù della Risurrezione, lo spazio temporale e geografico viene superato e il “precedere in Galilea” da parte del Signore – come attesta Matteo nel capitolo 28,7 - introduce nella vastità dell’intera umanità». Così si esprime Ratzinger  a pagina 36 e già si comprende come tempo naturale e eventi soprannaturali si incrociano, logica e ragione si compenetrano, realtà e fede si sommano.

Ma, ovviamente, un libro sulla Vita di Gesù, sull’infanzia di un bambino, non può non soffermarsi sui dettagli particolari di questa fase d’età. «Maria avvolse il nimbo in fasce», scrive Ratzinger nelle pagine successive. «Senza alcun sentimentalismo, possiamo immaginare con quanto amore Maria sarà andata incontro alla sua ora, avrà preparato la nascita del suo figlio». E qui lo studioso della Patristica si rifà ad altri, a santi e predecessori, che hanno interpretato «anche teologicamente mangiatoia e fasce». E cioè: «Il bimbo strettamente avvolto nelle fasce appare come un rimando anticipato all’ora della sua morte. Egli è fin dall’inizio l’Immolato». E la mangiatoia raffigura «una sorta di altare», ma diventa anche «un rimando alla mensa di Dio a cui l’uomo è invitato, per ricevere il pane di Dio». Conclude Benedetto: «Nella povertà della nascita di Gesù si delinea la grande realtà in cui si attua in modo misterioso la redenzione degli uomini».

Si annuncia forte l’attesa per questo terzo libro storico di papa Ratzinger che uscirà in Italia prima di Natale in coedizione con la Libreria editrice vaticana. E’ tradotto in 20 lingue, non solo le principali, tra cui il cinese e verrà diffuso in 32 Paesi. Appare anche scontato che si aprirà un ampio dibattito tra credenti e non, teologi e laicisti, devoti e scettici, perché l’autore stesso, papa Ratzinger, invita a porsi domande cruciali quali: «E’ vero ciò che è stato detto? Riguarda proprio me? E, se mi riguarda, in che modo?». Sono le domande con le quali si apre il libro che rimandano a quelle di Pilato: «Tu, da dove vieni?», domanda che accompagna la storia dell’uomo di ogni generazione, la stessa che si fecero i sapienti d’Oriente, cioè i Magi filosofi e astronomi, che sapevano leggere nelle stelle e che in sostanza rappresentano l’inquietudine dell’uomo di ogni tempo, uomini in cerca di verità per colmare la sete interiore, l’ansia. Darsi risposte e pace, oltre che, come auspica il Papa, gioia.

Quella gioia nella quale Benedetto crede, non stancandosi di augurarla  e di cui vede la radice teologica nell’infanzia di Gesù, infanzia che non è dunque una storia del passato, così come tutta la vita di Gesù, appartiene al presente,  all’uomo di oggi. L’uomo di oggi è con i Magi davanti al presepe, davanti al bambino, che il Dio fatto uomo, e ci interroghiamo sul senso di quell’incontro, su come una donna possa aver detto di sì a Dio. Un libro dunque non certo di pietà e di devozione, ma un libro profondo, che suscita interrogativi e ci costringe a guardaci dentro e a vedere in Gesù Chi veramente egli è, ossia Dio, ma anche un amico. Non resta che attendere il libro che Ratzinger ritiene con un terzo volume ma una specie di piccola “sala d’ingressi” ai due precedenti («Dal Battesimo alla trasfigurazione» e «Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione», pubblicati rispettivamente nel 2007 e 2011, che sono stati dei best seller).

 Antonio Sassone

 



SIR | Avvenire.it | FISC

PRELUM Srl - P.I. 08056990016