Dono e gratuità

 

«Camminare sulla via del Vangelo, proseguire nell’impegno in favore dei fratelli, evidenziare le ingiustizie, testimoniare i valori della dignità della persona, promuovere forme di solidarietà, favorire il bene comune, procedere con impegno personale e associativo». 

A tre movimenti laicali, accomunati «dalla sapiente opera di Paolo VI», papa Benedetto XVI suggerisce le modalità per testimoniare «il Vangelo del dono e della gratuità». Quest’anno il Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic) festeggia 80 anni di fondazione; ne celebrano 40 la Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontario (Focsiv), il Movimento cristiano lavoratori (Mcl) e il Rinnovamento nello Spirito (RnS). Tutti devono molto a Giovanni Battista Montini-Paolo VI, che ne favorì e incoraggiò la nascita, a Giovanni Paolo II, che li stimolò all’impegno, e a Benedetto XVI, che ha ricevuto i primi tre insieme e poi il RnS: «Al mio predecessore», ha detto, «il ricordo riconoscente per l’impulso dato a importanti associazioni».

Il Papa propone una sintesi dei carismi del Meic, della Focsiv e del Mcl: «Cultura, volontariato e lavoro sono un trinomio indissolubile dell’impegno quotidiano del laicato cattolico, che intende rendere incisiva l’appartenenza a Cristo e alla Chiesa nell’ambito privato e nella sfera pubblica. Il fedele laico si mette in gioco nel servizio culturale, nell’azione solidale con chi è nel bisogno, nel lavoro che promuove la dignità umana. I tre ambiti sono legati da un comune denominatore: il dono di sé. L’impegno culturale, scolastico e universitario, non si limita alla trasmissione di nozioni tecniche e teoriche, ma implica il dono di sé. Il volontariato, risorsa insostituibile della società, comporta non tanto il dare delle cose, ma il dare se stessi in aiuto ai più bisognosi. Il lavoro non è solo strumento di profitto individuale, ma momento in cui esprimere le proprie capacità spendendosi, con spirito di servizio, nell’attività professionale, operaia, agricola, scientifica».

Queste associazioni hanno «una connotazione cristiana in una logica del dono, spesso bistrattata: donare il tempo, le abilità, le competenze, l’istruzione, la professionalità». Il Meic «è chiamato a un rinnovato servizio nel mondo della cultura per la diffusione dell’umanesimo cristiano: ragione e fede sono alleate nel cammino verso la verità». La Focsiv «confidi nella forza della carità che viene da Dio contro ogni forma di povertà e di esclusione, in favore delle popolazioni più svantaggiate». Il Movimento cristiano dei lavoratori «sappia portare luce e speranza nel mondo del lavoro, per conseguire una sempre maggiore giustizia sociale».

Anche il Rinnovamento dello Spirito è stato ricevuto dal Papa: esso è «espressione del più vasto rinnovamento carismatico che ha attraversato la Chiesa dopo il Concilio», ha lavorato «alla diffusione del Regno di Dio e all’edificazione della comunità cristiana», ha affermato il primato di Dio: «Continuate a testimoniare la fede in Cristo, la bellezza di essere discepoli di Cristo, la potenza d’amore che il Vangelo sprigiona e l’incomparabile grazia che ogni credente può sperimentare nella Chiesa. Il Signore agisce con la forza del suo Spirito: diventate adulti nella fede, nella speranza, nella carità».

Il Meic si caratterizza, dice lo statuto, per «impegno culturale di ricerca, discernimento critico, mediazione coerente tra fede e storia». Fu fondato nel 1932 come Movimento laureati di Azione cattolica da Igino Righetti, già presidente della Fuci, e con il decisivo impulso dell’assistente mons. Giovanni Battista Montini, per salvaguardare la formazione ricevuta dai giovani universitari nelle Fuci: il fascismo ne voleva la soppressione. Vi appartennero cattolici molto noti: Aldo Moro, Giulio Andreotti, Giuseppe Lazzati, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, è stato presidente Meic. La denominazione risale al 1980.

La Focsiv è la più grande Federazione di organismi cristiani di volontariato internazionale: raggruppa 65 organizzazioni con 7.624 soci, 490 gruppi e oltre 60 mila tra aderenti e sostenitori; 5.000 volontari collaborano ai progetti nei Paesi in via di sviluppo; 90 milioni di euro mobilitati annualmente. Impegnata dal 1972 nella promozione di una cultura della mondialità e nella cooperazione con le popolazioni dei Sud del mondo, la Focsiv contribuisce alla lotta contro la povertà e l’esclusione, all’affermazione della dignità della persona e alla tutela dei diritti umani e alla crescita delle comunità e delle istituzioni. Dalla nascita ha impiegato oltre 16 mila volontari a disposizione delle popolazioni più povere.

Il Movimento cristiano lavoratori promuove l’affermazione dei principi cristiani nella vita, nella cultura, negli ordinamenti, nella legislazione. Nasce nel 1970, ma la fondazione ufficiale risale all’8 dicembre 1972, data dell’assemblea di riunificazione tra due componenti che avevano abbandonato le Acli, perché non condividevano le motivazioni, le prospettive e i risvolti ecclesiali e sociali della «svolta socialista» del presidente Livio Labor.

Per tale frattura, che Paolo VI definì «coraggiosa», il Movimento cristiano lavoratori patì l’ostracismo dei media. Propugnò l’idea di un capitalismo dal «volto umano» nel quale trovino spazio libertà di mercato, solidarietà e sussidiarietà. Ma il capitalismo senza regole ha imposto la dittatura dei mercati e della speculazione sull’economia reale creando nel mondo milioni di disoccupati e rafforzando il potere del denaro a scapito dei diritti degli uomini e dei popoli.

Il Movimento carismatico cattolico nasce a Pittsburg (Stati Uniti) nel 1967, si diffonde nel mondo e approda quarant’anni fa in Italia: lo statuto è approvato dalla Cei nel 1995. Esso sottolinea la particolarissima importanza dell’effusione dello Spirito nella vita della Chiesa e dei cristiani, come sottolineano anche le encicliche sullo Spirito Santo Divinum illud munus (9 maggio 1897) di Leone XIII e Dominum et vivificantem (18 maggio 1986) di Giovanni Paolo II. Tra i primi sostenitori ci fu il cardinale Leo Joseph Suenens (1904-1996). Arcivescovo di Bruxelles e primate del Belgio fu una delle voci più ascoltate del Vaticano II del quale fu uno dei quattro «moderatori».

Pier Giuseppe Accornero

 

 



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