Il manifesto verso Todi2 un progetto ancora nel vago

 

Non sembra aver suscitato molto entusiasmo nel mondo della politica e, in generale, in quello cattolico. Il documento «La buona politica per tornare a crescere», presentato lunedì 28 maggio, a Roma, da Acli, Coldiretti, Compagnia delle opere, Confartigianato, Confcooperative, Cisl, Mcl, che costituiscono il Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro, non ha scaldato gli animi. Questa, almeno, è l’impressione che se ne coglie seguendo l’informazione. Pochi i commenti, nessuno dai segretari di partito. Eppure, in un momento di grande disorientamento della politica, era naturale aspettarsi un dibattito più animato. Così non è stato, e bisognerebbe chiedersi la ragione.

L’idea di fondo del documento è la crescita del Paese sotto il profilo economico e morale, affinché l’Italia esca dalle secche in cui è stata cacciata dalla crisi e da governi inetti. «Noi pensiamo la politica», si legge nel documento, «come spazio privilegiato per la costruzione del bene comune, ovvero del bene di tutti e di ciascuno, e quindi come forma della carità». Una politica che, tuttavia, tenga conto dei valori indisponibili per il mondo cattolico, quindi «del rispetto per la vita in ogni sua fase», della «famiglia naturale come luogo per la piena realizzazione della persona», del «lavoro come mezzo per affermare la libertà e la dignità della persona» e del «legame con il territorio e la sua storia». «Solo a partire da questi valori, che costituiscono il Dna del popolo italiano e che lasciano il proprio segno nelle relazioni sociali», precisa il documento, «è possibile aprire una nuova stagione di sviluppo e di innovazione che permetta all’Italia di scrivere un’altra pagina della sua storia e agli italiani di realizzare le loro aspirazioni e le loro idealità».

Sul piano economico, che è la parte centrale e preponderante del documento, i cattolici del Forum propongono l’abbandono di un modello di crescita a debito, «il cambiamento dei comportamenti e degli stili di vita e il forte rilancio di un comune senso morale», un’attenzione alle istituzioni, le quali «devono saper manifestare la propria autorevolezza senza divenire invasive» e «favorire la libera iniziativa economica e sociale delle persone, della famiglia, delle imprese e delle associazioni, creando le condizioni più adatte alla loro piena espressione nel quadro della globalizzazione contemporanea». In concreto, il Forum chiede di rimodellare profondamente il sistema fiscale, di sostenere l’impresa, di superare, nelle relazioni industriali, la logica del conflitto, di rimuovere gli ostacoli che impediscono l’ingresso adeguato dei giovani e delle donne nel mercato del lavoro, di rilanciare l’impegno per il Mezzogiorno, la famiglia, l’istruzione e di costruire un moderno welfare. «L’obiettivo», sostiene il documento, «è di arrivare a costruire insieme un nuovo patto per la crescita».

Sul versante internazionale le associazioni cattoliche del mondo del lavoro puntano molto sull’Europa e sulla costruzione di un Movimento popolare europeo transazionale che si impegni per un progetto di coesione continentale. «Sosteniamo con forza», sottolineano, «la costruzione degli Stati Uniti d’Europa, dotando l’Unione di forti istituzioni politiche, elette democraticamente, che completino il tortuoso processo di integrazione iniziato con l’apertura dei mercati e con l’adozione della moneta unica». Il 25 giugno, a Montecassino, si terrà una manifestazione per promuovere gli Stati Uniti d'Europa. Infine, il documento chiede di ridisegnare «l’intero sistema dei rapporti istituzionali che vanno dal Comune fino al governo nazionale» e chiede alla politica di «esprimere una visione sobria del potere».

Il Forum non pensa ad un nuovo partito politico che aggreghi il mondo cattolico, ma intende rinnovare la politica attraverso «la partecipazione alla formazione dei programmi e delle linee di azione di governo» e «migliorare la qualità delle classi dirigenti». Difficile pensare che tutto ciò possa avvenire al di fuori di un partito, ma per il momento l’idea non è all’ordine del giorno, anche se il Forum ritiene necessario «dotarsi di modalità organizzative».

Pochi i commenti e non lusinghieri. Francesco Lo Sardo su «Europa» ha osservato le divisioni che ci sarebbero tra le associazioni componenti il Forum a proposito del sistema elettorale proporzionale auspicato a Todi. A conti fatti, il documento non dice nulla di nuovo, salvo riaffermare principi fondamentali nell’agire politico; manca, purtroppo, di una visione di largo respiro, capace di cogliere le sfide del futuro e rispondere adeguatamente alla crisi. Quello che appare evidente è un sistema economico che riduca l’azione dello Stato a favore dei privati, in linea con il liberismo perseguito dal centro-destra. Nulla dice il documento circa la redistribuzione della ricchezza, tema molto scottante; nulla sul ruolo dello Stato nella tutela reale dei diritti. Per esempio, quello alla salute. Insiste, invece, sul principio di sussidiarietà, molto caro a coloro che pensano di surrogare lo Stato. Cose indubbiamente non nuove, che non appassionano e che difficilmente possono essere condivise da tutti i cattolici. Forse per questo l’atteggiamento è stato tiepido.

Pasquale Pellegrini



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