Il Vangelo del lavoro

«Noi vescovi vorremmo annunciare oggi, con particolare persuasione, il Vangelo del lavoro», che è «definitorio dell’umano, bene prioritario anche nei periodi di recessione economica». E’ un proclama, un’agenda antropologica, sociale e civile quella che il presidente dell’episcopato italiano, cardinale Angelo Bagnasco, ha lanciato aprendo i lavori del Consiglio permanente della Cei, a meno di un mese dalle elezioni politiche.

Montepaschi, storia italiana fra errori finanziari e politici

A prescindere dalle ipotesi penali che in questi giorni sembrano sempre più farsi strada e dal ruolo giocato dal ricorso disinvolto a strumenti di finanza strutturata (i cosiddetti «derivati») per coprire perdite pregresse, e di cui si tratta autorevolmente in altra parte del giornale, preme in questa sede osservare che i problemi di Banca Montepaschi nascono comunque da problematiche squisitamente “industriali”, di posizionamento competitivo e di governance della crescita.

Per i cattolici nelle liste rischio di insignificanza

Con il deposito dei simboli dei partiti e delle liste dei candidati la campagna elettorale è entrata nel vivo. Anche questa volta i cattolici viaggiano divisi: sono presenti nel centro-destra, nel centro-sinistra e nelle formazioni di centro; presenti ovunque, si spera, almeno, non insignificanti dappertutto.

Adozioni, tutti parlano meno i bimbi interessati

L’inascoltato

Ancora una volta si cade nell’errore che nella soluzione dei problemi lasciamo parlare tutti eccetto l’interessato. L’interessato in questo caso non è la coppia omo o eterosessuale, e neppure i giudici o gli esperti, ma è il bimbo. Cosa desidera un bambino?

Urne a sorpresa: Israele nel caos

Parità. Dopo le elezioni israeliane la Knesset (il Parlamento di Tel Aviv) vede un perfetto equilibrio fra le formazioni riconducibili al centro-destra e quelle riferibili al centro-sinistra: sessanta deputati a testa sui 120 totali, e una situazione di stallo che crea non pochi problemi per la costruzione del nuovo esecutivo.

La guerra degli sfratti

A Torino nel quartiere di Barriera di Milano lo scorso 23 gennaio è stata quasi guerriglia urbana. Da una parte gli attivisti dei centri sociali col volto coperto in stile black-bloc schierati davanti ai portoni dei palazzi per difendere gli inquilini dagli sgomberi; dall’altra le camionette della polizia a fare lo slalom tra posti di blocco, materassi e cassonetti ribaltati sul selciato e, sullo sfondo, le saracinesche dei negozi abbassate. In mezzo, la disperazione delle famiglie sfrattate, molte straniere, che vivono con l’incubo dell’ufficiale giudiziario, al quale chiedere l’ennesima proroga.

Bagnasco: il realismo e la profezia

Colloquio a tutto campo. Dalla necessità di sanare «un certo indifferentismo che nasce da un diffuso analfabetismo religioso» alla «presenza popolare nella forma della parrocchia». Dalla prossimità con il Paese e il suo popolo alla «necessità educativa». Dallo «sguardo di Dio che incanta» alla «nuova stagione dell’impegno politico».

"La Chiesa si schiera là dove si forma l'uomo"

Almeno cinquanta domande per passare dalla «Porta stretta». Le poneva, man mano che parlava ai vescovi, e a tutti gli uomini di buona volontà, il cardinal Angelo Bagnasco, nei primi cinque anni della sua presidenza alla Conferenza episcopale italiana. In un libro, che nel titolo evoca il passo del Vangelo di Luca, sono state raccolte tutte le sue Prolusioni, quegli attesi “discorsi” di apertura tenuti nelle Assemblee generali e nei consigli permanenti della Cei, quelli che risuonano quattro, cinque volte all’anno nei titoli più o meno fedeli dei giornali, a capo di articoli che riportano  stralci non sempre significativi.

Il ruolo della religione "in un mondo malato"

«A volte siamo impotenti, perché alcune cose non dipendono da noi. Questo ci porta a conoscere “il lasciarsi andare”, non volendo conoscere il tutto, a crescere nella fiducia, nel distacco, nell’umiltà, nella pace e nell’amore». In questa espressiva frase il filosofo e sociologo delle religioni Frédéric Lenoir, nel suo saggio «L’anima del mondo», condensa il messaggio che dovrebbe spingere l’uomo a rovesciare le categorie attuali del suo vivere.

La lunga gioventù di Arturo Paoli

Gli occhi di Arturo Paoli sorridono. Nonostante la schiena curvata dall’età e il bastone su cui si appoggia camminando, aver compiuto cent’anni non gli impedisce di continuare a guardare avanti.

Uscire dalla tempesta

Se si desse retta soltanto ai quotidiani di questi giorni e alle loro cronache dedicate alla confezione e alla presentazione delle liste dei candidati alle elezioni del 24/25 febbraio, ci sarebbe di che disperarsi sulla sorte futura della democrazia in Italia: da quelle alluvioni medianiche di fatti, controfatti, polemiche interne ai partiti, minacce, ritorsioni, storie antiche di anni, corruzioni vere o presunte, e così via, potrebbe infatti nascere soltanto, fra un mese, un forte astensionismo, un «no» alle urne o anche solo tante schede bianche.

Un'altra guerra molto pericolosa

Si chiama Mokhtar Belmokhtar, detto “il guercio” (ha perduto un occhio in Afghanistan) ed è considerato l’uomo dietro le quinte che controlla e teleguida i miliziani salafiti di Aqmi, sigla di “Al Qaeda nel Maghreb islamico”.

Governo e Famiglia si ricordino di Torino

A dieci anni dalla scomparsa dell’Avvocato Agnelli, la Fiat di Sergio Marchionne si presenta come una medaglia dai due lati: bene in America (perfettamente riuscita, con il sostegno di Obama, l’operazione Chrysler), male in Europa e in Italia (l’anno scorso le vendite sono scese de 20 per cento, negli stabilimenti domina la cassa integrazione, da Mirafiori, giunta ormai al settimo anno, sino a Melfi, dove è recente l’annuncio di due anni di stop, nonostante l’inaugurazione in pompa magna con Monti).

Sentenza sui gay: il cavallo di Troia

La storia del cavallo di Troia è nota a tutti e rappresenta l’esempio di ciò che viene presentato come un dono, e invece nasconde al suo interno qualcosa di dannoso. Questa storia ritorna in mente leggendo la sentenza della Cassazione sul caso di Brescia.

L'impresa cooperativa una ricchezza obbligata

Tra l’impresa capitalistica e l’impresa pubblica c’è una terza via che può riagganciare il treno della ripresa in questi tempi di crisi: l’impresa cooperativa. Nate come strumento di lotta alla povertà nell’Inghilterra dell’Ottocento, in Italia la prima vede i natali a Torino (allora come oggi città laboratorio) nel 1854, hanno saputo nel tempo ritagliarsi uno spazio importante nell’economia del nostro Paese, dimostrando di essere il migliore antidoto alla diseguaglianza sociale.

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