Attualità

Fiat in Serbia (e cosa c'è dietro)

Sono molti i motivi di riflessione aperti dalle tendenze negli avvenimenti economici delle quali s’è acquisita consapevolezza nel corso della pausa estiva: il sorpasso del volume complessivo della produzione cinese rispetto al Giappone segna sempre più chiaramente lo spostamento della dislocazione delle attività produttive e della formazione della ricchezza nel mondo; ne deriva il cambiamento delle direzioni dei flussi degli scambi e il formarsi di nuovi punti di accumulazione delle risorse finanziarie con la conseguente redistribuzione del potere di governo delle crisi e delle possibilità di ripresa.

Il sogno "Abracadabra"

Una bacchetta magica contro l’abbandono, centinaia di bambini a gridare a squarciagola «Abracadabra» per invocare una magia: dare una famiglia a chi non ce l’ha, ai tanti loro coetanei sparsi nel mondo che non conoscono l’amore di un papà e di una mamma. Una bacchetta magica perché migliaia di piccoli abbandonati negli istituti dell’America Latina, dell’Africa, dell’Europa dell’Est non vengano dimenticati. Per toccare i cuori delle famiglie e invitarle a dare una casa ai bambini che non ce l’hanno, che chiedono di cambiare vita, che ogni sera si addormentano con la speranza di trovare due genitori affettuosi pronti ad occuparsi di loro.

Petrolio: due conti

A più riprese negli ultimi mesi, e poi ancora nel «World Economic Outlook» pubblicato a fine aprile, il Fondo monetario internazionale ha posto l’attenzione sui rischi per l’economia mondiale derivanti dall’alto prezzo del greggio, e da una sua lievitazione al di sopra dei settanta dollari al barile. Una preoccupazione legittima, ma forse eccessiva, e che comunque non ha impedito al Fmi di elaborare nel suo Rapporto semestrale lo scenario macroeconomico migliore degli ultimi decenni. In realtà, allo stato attuale, ben altri elementi di squilibrio, come la corsa sfrenata dell’economia cinese e l’enorme deficit dei conti con l’estero degli Stati Uniti, minacciano l’economia mondiale e la continuità della sua ripresa.

"Ho chiesto ai miei ragazzi che si raccontino"

Sono nato e cresciuto nel quartiere San Paolo di Torino. Nel mio quartiere c’è una chiesa parrocchiale intitolata in un modo che mi ha sempre incuriosito e affascinato: «Gesù adolescente». Doveva essere una cosa ben importante, questa «adolescenza», pensavo da piccolo, se hanno addirittura intitolato così una chiesa… Potevo capire «Gesù maestro», «Gesù crocifisso», «Gesù redentore» o «Salvatore», e persino «Gesù buon pastore». Ma questo «Gesù adolescente» all’inizio mi pareva proprio una stranezza…

La doppia sfida del popolarismo

La notte degli scrutini, tra il 10 e l’11 aprile, è stata una metafora della campagna elettorale. Nel pomeriggio gli exit-pool assegnavano all’Unione un vantaggio di cinque punti sulla Casa delle libertà. Ma in poche ore questa vittoria travolgente si è ridotta a poche migliaia di voti per la Camera, mentre per il Senato la coalizione di centro-destra è passata in testa in molte regioni. Radicalizzando lo scontro politico e insinuando nella gente il sospetto che la sinistra stesse per attentare al risparmio delle famiglie, Berlusconi ha recuperato molti dei consensi perduti in cinque anni di governo. Ha cioè confermato una forte maggioranza in Veneto e in Lombardia, ha riconquistato alcune regioni perse nel 2005 (Piemonte, Friuli, Lazio e Puglia), si è avvicinato al sorpasso anche in Campania.

Perché disse "no" Alcide Degasperi

Non era lui, Berlusconi, l’erede autodichiarato di Degasperi? Nel confronto di storia, neanche questa volta ha capito la lezione. Il messaggio d’urto postelettorale, consegnato al Paese, è stato nello stile indelebile di uno "nato per vincere". Il voto sarebbe stato segnato da «brogli unidirezionali a non finire», ha chiesto che venissero verificati i verbali di 60 mila sezioni, oltre a 1 milione e 100 mila di schede dichiarate nulle. L’ha chiesto anche a Ciampi. Si è detto sicuro che il risultato sarebbe cambiato. La magistratura nemica, ha osservato Massimo Gramellini su «La Stampa», questa volta era invocata utile. Nella conferenza stampa, gli mancava Casini a condividere, rimpiazzato da Cesa, segretario dell’Udc, normalmente un recitante. Un momento dopo, in una nota ufficiale da palazzo Chigi, il fido Letta ha declassato i «brogli» a «irregolarità ed errori». E’ finita come è finita.

L'amaro sarcasmo dei giornali inglesi

Per gli italiani residenti in Gran Bretagna (come chi scrive) queste giornate post elettorali sono più angustianti, in un’accezione particolare, di quelle che vivono i loro connazionali nella Penisola. Ci affligge, direi, la sindrome del piccolo emigrante del «Cuore» deamicisiano. Proprio poveri non siamo, né siamo in rotta dagli Appennini alle Ande; epperò, come lui, siamo oggetto di bruciante commiserazione. Peggio: di sarcasmo.

"Grosse koalition": da noi impensabile

I tedeschi speravano finalmente in un´Italia normale, in grado di riprendere il suo posto in Europa. «E´ il peggior risultato possibile», è stato il commento a caldo del Tageschau, il telegiornale dell´Ard, il primo canale pubblico, di fronte al possibile pareggio in Parlamento. Berlusconi non suscitava simpatie neppure tra i conservatori. Qui, un conflitto d´interessi all´italiana non sarebbe possibile, né verrebbe tollerato dagli elettori.

La Chiesa e la politica

Sui valori fondamentali c’è perfetta sintonia tra Benedetto XVI e l’episcopato italiano. La Conferenza episcopale continua a dichiararsi «neutrale» e a «non schierarsi» nelle elezioni. Ma non scegliere uno schieramento politico o partitico non significa rinunciare a proporre a elettori e a futuri eletti «i contenuti irrinunciabili fondati sul primato e sulla centralità della persona da articolare nel concreto dei rapporti umani». La posizione, annunciata dal presidente, cardinale Camillo Ruini, al Consiglio permanente del 23-26 gennaio e ribadita nella stessa sede il 20-23 marzo, è riaffermata il 28 marzo dal segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori: spiega che l’invito vale di più per i parlamentari di ispirazione cattolica. Due giorni dopo il Papa riceve i deputati del Partito popolare europeo dei 25 Paesi e ribadisce che in politica «la vita, la famiglia e l’educazione dei figli sono valori non negoziabili».

Tav: è l'ora delle polemiche per i sondaggi sull'amianto

È ancora tregua elettorale sulla questione tav. Anche se, a quindici giorni dal voto, qualche scaramuccia ogni tanto ci scappa. A smuovere le acque la scorsa settimana ci ha pensato l’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione ambientale che, mercoledì 22 marzo, in una conferenza stampa, ha reso noto il risultato dei sondaggi effettuati tra novembre e dicembre al Seghino, sopra Mompantero, proprio nei giorni successivi alla prima "battaglia" (quella del 31 ottobre) del movimento No Tav contro l’avvio della campagna geognostica propedeutica alla realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione. Dai risultati, hanno detto i tecnici dell’Arpa, è emerso che di amianto, nella pancia del monte Rocciamelone, non ce n’è. Idem per l’uranio.

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