Scienza

A Luisa Torsi il premio internazionale Merck

Coniuga il Sud, la Puglia in particolare, con l’eccellenza. L’Heinrich Emanuel Merck Award, il prestigioso Premio internazionale per le scienze analitiche destinato a scienziati con meno di 45 anni assegnato quest'anno a Luisa Torsi, ordinario di Chimica analitica all’Università di Bari, è un riconoscimento all’alto livello qualitativo raggiunto dalla ricerca barese. Con una particolarità non da poco: Luisa Torsi è in assoluto la prima italiana a essere premiata. Dunque, un orgoglio non solo per la Puglia, ma per l’Italia e per la scienza al femminile. Il Premio è stato consegnato il 31 agosto scorso a Norimberga, in Germania, nell’ambito dell’EuChemMS, il convegno annuale delle Società europee di scienze chimiche e molecolari.

L'asse Fede-Scienza

Lo diceva già cinque secoli fa François Rabelais: «Science sans conscience n’est que ruine de l’âme» («La scienza senza coscienza è solo la rovina dell’anima»). Ora che l’umanità deve far fronte alle terribili minacce che si addensano sul pianeta e sulla sopravvivenza della nostra specie, sono numerosi gli scienziati consapevoli dell’esigenza di riconciliare scienza e morale, scienza e fede. C’è addirittura chi è convinto che il mondo non potrà essere salvato se gli scienziati materialisti e i credenti non uniranno le loro forze. Lo sostiene, fra gli altri, uno dei più illustri uomini di scienza contemporanei, il biologo americano Edward O. Wilson, 76 anni, da 40 anni docente alla prestigiosa università di Harvard.

Fa molto caldo, ecco perché

L'estate è ritornata, e con essa il gran caldo. Un clima tanto atteso durante il lungo e freddo periodo invernale, ma che a volte crea problemi. Il ricordo del caldo eccezionale del 2003, almeno per noi europei, è ancora ben presente, assieme all'enorme consumo energetico che ne conseguì. Ma in realtà, queste prime settimane arroventate ci fanno riflettere un po' di più sulle grandi problematiche globali del nostro pianeta. Si sente parlare sempre più di ghiacciai che scompaiono, deforestazione, grandi mutamenti, effetto serra e di molte altre questioni legate al delicato ecosistema terrestre.

Morire in dignità

«L'eubiosia, la buona vita, è una nuova cultura per approcciare il problema della malattia e della morte in termini di vita. Anche gli ultimi istanti dell'esistenza hanno una dignità che deve essere rispettata». Così spiega l’eubiosia Francesco Bellino, ordinario di Filosofia morale, Etica e deontologia della comunicazione e Bioetica e direttore del Dipartimento di Bioetica dell'Università di Bari. Sull’argomento Bellino ha da poco pubblicato un libro dal titolo omonimo, per l’editrice Città Nuova. Il testo ha riscosso interesse fuori dal nostro Paese e sta per essere tradotto.

L'Iran vera minaccia? Mah...

«Da un punto di vista militare la minaccia nucleare iraniana non esiste». Lo ha affermato Massimo Zucchetti, docente di Impatto ambientale dei sistemi energetici al Politecnico di Torino, a un incontro organizzato nei giorni scorsi dal Centro studi «Sereno Regis» di Torino (uno dei centri più seri, motivati e informati del pacifismo e della non-violenza italiani). Zucchetti ha visitato nel 2004 la costruenda centrale iraniana di Bushehr come osservatore indipendente, ha ben presenti i piani di guerra del Pentagono che il giornalista Seymour Hersh ha rivelato nelle scorse settimane sul «New Yorker», segue l’escalation dell’ultima crisi mediorientale da attivista non-violento, ma anche, inevitabilmente, da tecnico. E pur senza indulgenza verso l’irricevibile regime di Teheran, ridimensiona il pericolo della minaccia nucleare iraniana, dati e fatti alla mano.

Il ritorno del talidomide

Prima era considerata un efficace sedativo per le donne in gravidanza, poi è stata messa al bando dal mercato per i suoi micidiali effetti collaterali, ora ricompare come "miracoloso" rimedio contro il mieloma multiplo: è il «talidomide», un vecchio farmaco, la cui storia è stata costellata da alterni successi. Oggi il suo ritorno è dovuto a un’importantissima ricerca, tutta italiana, coordinata dal dottor Antonio Palumbo e dal professor Mario Boccadoro, entrambi dell’ospedale Molinette di Torino: i risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica «The Lancet», e presentati in una conferenza stampa internazionale a Londra.

L'energia sotto terra

È come se sotto i nostri piedi funzionassero diecimila centrali nucleari. Dalle profondità della Terra sale un flusso di energia stimato fra i 30 e i 40 miliardi di kilowatt. Una quantità enorme. È questa forza geologica a spostare i continenti, sollevare le montagne, mantenere attivi i vulcani, causare i terremoti. L’origine di tanta energia, liberata sotto forma di calore, non è del tutto chiara. Può derivare anche da una contrazione gravitazionale e da fenomeni chimici, ma senza dubbio in buona parte la sorgente è costituita da tre elementi radioattivi contenuti nelle viscere del nostro pianeta: uranio, torio e un isotopo del potassio (il potassio 40).

Occorre più sangue

«Donare sangue. Un regalo per la vita»: è il titolo dell’appello che all’inizio di marzo il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e l’assessore comunale ai Servizi sociali, Marco Borgione, hanno rivolto ai concittadini per ricordare l’importanza delle donazioni. Un appello inconsueto, perché se circa un milione e 450 mila italiani (il 2,5 per cento della popolazione) concordano con loro e sono donatori volontari, non altrettanto numerosi sono i politici che promuovono analoghi inviti. E poi, perché ribadisce un problema quotidiano nelle strutture sanitarie: la richiesta aumenta in modo più che proporzionale alle donazioni.

Alzheimer: forse scoperta la causa studiando sui topolini

La professoressa Karen Hsiao Ashe è docente di neurologia e neuroscienze presso l’Università del Minnesota, a Minneapolis (Usa), e da anni studia il morbo di Alzheimer per scoprirne le cause e ideare eventuali nuovi approcci terapeutici. Nel numero del 16 marzo scorso di «Nature», la più importante rivista scientifica internazionale settimanale, è pubblicata la scoperta di una proteina (A beta*56) che in modelli animali sperimentali (topi) è in grado di causare gli stessi deficit cognitivi associati all’insorgenza della malattia e forse potrebbe essere oggetto di nuove ricerche per la diagnosi precoce (finora impossibile) e la cura (tuttora mancante) della malattia.

Due mesi pieni di scienza per Torino e tutto il Piemonte

A Torino e in Piemonte la «Settimana della scienza» si fa in otto. L’appuntamento con la cultura scientifica, promosso ogni anno dal Ministero dell’Istruzione e dell’università (Miur), si estenderà dai tradizionali sette giorni (13-19 marzo) a due mesi interi (13 marzo-7 maggio), creando un "ponte culturale" tra le recenti «Olimpiadi della cultura» e le prossime manifestazioni di «Torino capitale mondiale del libro». Il programma comprende oltre novanta eventi sparsi in tutta la Regione: mostre interattive e documentari inediti, dibattiti e conferenze, spettacoli teatrali e osservazioni astronomiche, laboratori per le scuole e giochi di ruolo, porte aperte nei centri di ricerca e negli atenei. Tra le località coinvolte, oltre al capoluogo, vi sono: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Ivrea, Novara, Verbania e Vercelli, ma anche Pinerolo, Brosso e Caluso.

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