Torino si confessa

All’improvviso (ma non tanto) capita a Torino: la città che si prepara (almeno intenzionalmente, poi si vedrà dopo le elezioni regionali, se casomai vince la Lega con l’on. Cota…) a celebrare i 150 anni dall’Unità d’Italia viene a sapere di essere non solo l’area urbana nazionale più inquinata dallo smog, ma anche quella in cui si consumano più droghe fra le sei maggiori metropoli d’Europa da anni sotto inchiesta da parte di un autorevole centro di ricerca dell’Ue (le altre sono Londra, Amsterdam, Praga, Vienna, Varsavia). Si conoscono anche le cifre di questo secondo record torinese: i tossicodipendenti quotidiani abituali sono undicimila, che spendono in media 4 mila euro al mese per eroina, cocaina, anfetamine varie.

Fiat fra cassa integrazione e i dividendi agli azionisti

Gli annunci quasi contemporanei da parte della Fiat della distribuzione di un dividendo agli azionisti e della decisione di attivare la cassa integrazione per tutti gli impianti dell’auto, destinata a coinvolgere 30 mila persone, sono apparsi in contraddizione agli occhi di molti. Non è mancato chi ha voluto leggere nella chiusura temporanea degli impianti il seguito evidente di un precedente avviso al governo da parte dell’attuale amministratore delegato sulle conseguenze, in termini di occupazione, di una mancata concessione di incentivi. Sul punto, chi scrive s’era già espresso sulle colonne di questo giornale; senza mutare d’avviso rispetto ad allora, sembra ora possibile affermare che la situazione nella quale si dibatte questa grande impresa torinese e italiana pare notevolmente aggrovigliata.

Ma il "voto cattolico" c'è ancora?

Cattolico, come aggettivazione vagante. In vista delle elezioni di primavera. Componente di peso specifico, in qualche caso chiamata di soccorso. Pretesa, certificabile, contestata. E’ tornato il tempo di applicarla all’immagine del politico? Ad una configurazione di partito? In un Paese imprigionato nella mucillagine, un Paese «a coriandoli», secondo De Rita, la risposta si è fatta difficile. Un sondaggio Ipsos, «I cattolici dopo le elezioni del 2009», rivela che essi non sanno bene cosa fare: il 77 per cento ritiene che una loro «forza organizzata» non serve, mentre il 54 per cento stima che oggi in Italia non vi sia una forza politica che rappresenti i valori cristiani meglio delle altre.

Se vieta il burqa, addio République

Treni, autobus e metró, scuole e ospedali, municipi e uffici postali, in una parola tutti i servizi e gli uffici pubblici. Sono i luoghi dove, come raccomanda il rapporto pubblicato la scorsa settimana dalla commissione parlamentare presieduta dal deputato comunista André Gérin, deve essere proibito il velo integrale che copre la donna dalla testa ai piedi, volto compreso. «Il burqa non è benvenuto in Francia», aveva dichiarato mesi fa il presidente Nicolas Sarkozy.

Tony Blair: un processo, due civiltà

Riuscirà Tony Blair, l’ex premier britannico, a diventare ricco quanto il nostro Presidente del Consiglio? Da quando, nel luglio 2007, ha lasciato Downing Street, ci sta provando, con una determinazione degna di miglior causa; e il far denaro sembra esser ormai la sua suprema ambizione. Ha creato una propria compagnia finanziaria, la  T.B.A. («Tony Blair Associates») specializzata nella gestione di favolosi investimenti arabi e con un beneficio annuo stimato sui 15 milioni di sterline (16,5 di euro). La banca americana J. P. Morgan, di cui è consulente, gliene versa 2 milioni l’anno «per esplorazioni sulle possibilità d’affari nella Libia», e altrettanto gli dà la Zurich financial services.

Adulti veri cercansi

E’ ancora possibile educare in una società del superfluo, dell’apparenza, della libertà indiscriminata, della televisione con i suoi modelli di grande effetto? Quali regole si possono immaginare per gli adolescenti di oggi che, ancor più di ieri, sembrano in grande difficoltà a maturare la propria identità? Gli adulti se la sentono ancora di sobbarcarsi il non facile compito di guida e di sostegno nella crescita dei rispettivi figli e allievi? La stessa espressione «educazione» ha un senso o dobbiamo pensare che nella temperie relativista del nostro tempo ciascuno si autoforma da solo sulla base delle sole sue esperienze?

Ritorna il passato sul Binario 21

Sono stati i protagonisti muti, ma più eloquenti d'ogni discorso. Sono i due vagoni piombati, riportati sul Binario 21 nei sotterranei della Stazione Centrale di Milano per la posa della prima pietra del Memoriale della Shoah, nell’unico luogo di deportazione rimasto intatto in Europa. Di lì sono partiti fra il 1943 e il 1945 i treni per Auschwitz. Carri bestiame con le assi di legno sconnesse, feritoie per l’aria coperte da griglie, chiodi e ferro ad occultare la vergogna e l’ignominia di cui sono state vittime migliaia di ebrei uccisi nei lager.

Salinger grande assente

Jerome David Salinger se ne è andato a 91 anni, e la sua morte sigilla una storia di sparizione perfetta e insieme una persistenza nell’immaginario collettivo che dura da oltre mezzo secolo. Il suo mito nasce proprio da questo gioco di presenza/assenza: nel 1953 lascia la 57esima strada di Manhattan dove abitava per trasferirsi in una casa tra i boschi sulle colline del New Hampshire, dove stacca il telefono, non concede interviste, non si fa fotografare, rifiuta la sua immagine sulle copertine e sui risvolti dei suoi libri, mentre l’unico romanzo che ha pubblicato, «Il giovane Holden», è diventato un longseller che vende 250 mila copie all’anno.

"La dolce vita", un'epoca in mostra

Nei ricordi di chi c’era quella sera e nelle cronache riportate dai giornali dell’epoca, le reazioni in sala, al termine dell’anteprima de «La dolce vita» di Federico Fellini a Milano, al Capitol, il 5 febbraio 1960, furono alquanto rumorose: come ricorda Tullio Kezich in uno dei suoi ultimi scritti, piovvero «fischi, insulti e persino lo sputo di un dissenziente che raggiunse Federico sul collo».

La flotta imperiale torna sul Bosforo

Molto si conosce della vecchia Roma. I monumenti romani della capitale d’Italia emergono imponenti fra le chiese ed i palazzi dell’Urbe, segni di una grandezza millenaria mai sorpassata. Ma c’è un’altra Roma, più lontano, ad Oriente, la cui ricchezza è ancora per la maggior parte da riportare alla luce, sepolta sotto una moderna metropoli di quasi 18 milioni di abitanti.



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