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Cultura

Il dialogo per capire le ragioni dell'altro

Fa piacere ritrovare nella cinquina dei candidati al Premio Campiello Giorgio Fontana, con il suo recente «Morte di un uomo felice» (Sellerio). Sorprende, positivamente, che un "ragazzo" del 1981 sappia riflettere, nella forma del romanzo, su questioni capitali e complesse come la giustizia, i suoi limiti, il suo rapporto necessario eppure problematico con la compassione, la memoria, il dialogo fra padri e figli e fra generazioni. Chissà se Fontana esprime con questa sua riflessione istanze generazionali o se, come risulta più facile immaginare, costituisce una bella eccezione, peraltro già rivelatasi con il precedente «Per legge superiore», sempre pubblicato da Sellerio.

Majorca l'isola degli scrittori

 

George Sand sbarcò a Palma de Majorca l’8 novembre del 1838 dopo un viaggio di 18 ore da Barcellona. La scrittrice francese, il cui vero nome era Amandine Aurore Lucile Dupin, aveva all’epoca 34 anni, e fu una delle prime viaggiatrici ad approfittare del vapore El Mallorquin, velocissimo per quei tempi, messo in servizio appena un mese prima. Fino ad allora, le navi a vela impiegavano almeno dieci giorni per compiere le 135 miglia marine (circa 240 chilometri) che separano Barcellona dal porto di Palma de Majorca. George Sand non era sola: l’accompagnavano i figli Maurice e Solange, rispettivamente di 13 e 10 anni, e il suo ultimo amante, il musicista polacco Frédéric Chopin, di sei anni più giovane di lei.

Dialogo fra le due anime

Un meraviglioso libro sull’amicizia, un dialogo tra due grandi anime, che non ha nulla di sciropposo o sentimentale, ma è pieno di sintonie, asprezze, passioni, scontri, affinità culturali, incomprensioni, duelli di intelligenza e di sensibilità, brevi litigi, immediate riappacificazioni. Un libro che si vorrebbe non finisse mai, come uno di quei grandi romanzi dell’Ottocento che ci seducono a tal punto nella lettura da volerne procrastinare il più possibile la fine.

Dignità ferita e offesa

 

Abbiamo già segnalato su queste colonne, nell'aprile 2012, il libro di Robert Spaemann «Tre lezioni sula dignità della vita umana» (ed. Lindau), un libro di cui confermavamo l'interesse ma in merito al quale notavamo come insistere sulla dignità come dono, come qualità connaturata con l'essere umano, lasci in ombra un altro aspetto del problema, per noi fondamentale, e cioè l'idea della dignità come azione, comportamento, conquista.

Un bimbo di nome Roderick

Agli appassionati di trame romanzesche, di intrecci mozzafiato, e a chi ama i romanzi classici, popolati da un gran numero di personaggi, consigliamo «Roderick Duddle» (Einaudi, pp. 485, euro 22) di Michele Mari, il primo della cinquina di libri scelti dalla giuria del Premio Campiello.

Camus rivolta e nostalgia

Uno schema semplificante riduce l'opera creativa di Albert Camus al facile paradigma esistenzialistico: l'esistenza umana nei suoi dati oggettivi, la rivolta contro l'umana condizione, il mito di Sisifo come immagine di tale inesausta volontà di opporsi a una condizione disumana. E, sul piano biografico, il rapporto non facile, di collaborazione ma anche conflittuale, con Jean-Paul Sartre.

Yehoshua chi era costui?

E’ da tutta una vita che lo insegue, lo cerca, lo pedina. E quando crede di averlo raggiunto, si accorge che ancora una volta gli è sfuggito. Ma non si è mai arreso. Si è sempre rimesso con tenacia, determinazione, passione a ricercarlo. Ferruccio Parazzoli, uno dei nostri scrittori più coinvolti nell’indagine su Dio, al quale ha dedicato tanti importanti e coinvolgenti libri. In quest’ultimo «Né potere, né gloria» (Ed. Rizzoli), ancora una volta Gesù è il protagonista, misterioso e inafferrabile.

Persona, anima e dono

Il lungo e faticoso cammino dell’umanità alla ricerca di valori capaci di dare regole e un senso al vivere comune nell’età contemporanea ha raggiunto, almeno nel mondo occidentale, un approdo di capitale rilevanza: la centralità dell’individuo o della persona. Grazie a tale acquisizione è diventato urgente il tema dei diritti che appartengono alla persona-individuo in quanto tale. Gran parte del dibattito filosofico e sociologico oggi gravita attorno a tale questione: che diritti ha l’uomo? Una questione di straordinaria importanza, perché, come risulta evidente, dalla risposta che verrà data discenderanno una serie di implicazioni, con riflessi significativi sulla vita dei singoli e delle comunità.

Molti visitatori, pochi lettori

Ennesimo aumento dei visitatori e incremento delle copie di volumi venduti. Questo, in estrema sintesi, il bilancio della 27ª edizione del Salone del libro di Torino. E’ il fenomeno dell’evento, il fascino della kermesse che attrae le folle, alla ricerca di un contatto, visivo, verbale e fisico, con i personaggi noti, quelli dello spettacolo e della televisione. Poterli vedere, ascoltare, sfiorare e magari ottenere un autografo è il sogno di ogni visitatore, mentre leggere un libro è tutta un’altra storia.

L'utopia della bellezza

Per scoprire il nuovo e cogliere l’essenza della modernità bisogna recuperare i modelli della tradizione. E’ questa una regola che sta alla base non solo del postmoderno, ma dell’intera evoluzione storica dell’arte e della letteratura. Il movimento artistico che meglio ha interpretato questo fenomeno è quello dei preraffaelliti, oggetto di una splendida mostra aperta a Torino nelle sale di Palazzo Chiablese dal 19 aprile al 13 luglio. Il sottotitolo, «l’utopia della bellezza», è il filo rosso che orienta il visitatore sul senso di questa pittura.

Nahum ebreo errante

Don Giuseppe Costa, il responsabile della Libreria editrice vaticana, che ha studiato giornalismo e comunicazione in America, ha diretto il Bollettino salesiano e la Sei (Società editrice internazionale), ha insegnato all’Università pontificia, alla Lumsa, all’Università di Catania e poi è stato nominato da Benedetto XVI consultore del Pontificio consiglio delle Comunicazioni sociali, non si è mai stancato di seminare fraternità e cultura, di porre a confronto spiritualità e ragione, imboccando strade diverse per parlare di Dio, scovando tutti gli indizi di una ricerca di senso universale nel giornalismo e nella letteratura. Entrare nella sua scia, seppure per poche ore, è come entrare nella corrente di un vento che rischiara l’aria e i pensieri.

Più soli senza Gabriel Garcia Marquez

Il mondo adesso è più solo, anche se la luce dei suoi capolavori continuerà a far vibrare i sogni che ha saputo accendere con le sue atmosfere surreali, con personaggi nei quali ciascuno di noi ha trovato un pezzo di sè. Gabriel García Marquez se n’è andato a ottantasette anni nella sua casa di Città del Messico, dopo una lunga malattia, salutato da migliaia e migliaia di persone accorse ai suoi funerali, ai quali erano presenti i capi di Stato di Messico e Colombia, Enrique Pena Nieto e Juan Manuel Santos.

Il nuovo mondo di Dorè

Quelli fuori moda sono anche quelli che rimangono sempre di moda, almeno quando il loro lavoro continua a essere “consumato” nella grande galassia dell'immaginario collettivo. E Gustave Dorè, nell'universo delle memorie, c'è da sempre.

Misteri del vivere umano

Ci sono segreti e segreti, da quello svelato da san Paolo agli uomini, che vide la verità delle cose celesti (il «tanto secreto ver» di Par. XXVIII 136) al «Secretum» di Petrarca, quello delle angosce, delle debolezze, dell’amore per la gloria, per Laura e, dopo secoli, quello amoroso di Montale, zitto, «tra gli uomini che non si voltano», custode «sterile» di un «prodigio fallito», di un’alata intimità, sacrale, ma anche ossessione per la verità e lo svelamento di «uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l’anello che non tiene».

La bimba salvata dai delfini

«Una bambina salvata in mare dai delfini cresce orfana su un’isola greca. Si chiama Irene, di giorno vive in terraferma, di notte si unisce in mare alla sua vera famiglia. a quattordici anni è incinta e consegna a uno straniero di passaggio la sua storia».

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