Vita cattolica

Don Puglisi, il martire

Padre Pino Puglisi, «don 3 P», come veniva chiamato, sarà presto nel calendario dei Santi e sarà venerato come un santo moderno, forse atipico, un martire dei nostri giorni, ucciso su commissione della mafia in odio alla fede.

Da Toniolo i cattolici nella società

 

«Giuseppe Toniolo? Studiatelo meglio» disse, secondo la testimonianza di Giulio Andreotti, mons. Montini agli studenti della Fuci. In realtà, pur dopo la sua beatificazione avvenuta lo scorso 29 aprile, anche nel mondo cattolico Toniolo rimane un illustre sconosciuto. Buon per noi che Ernesto Preziosi e Chiara Santomiero ottemperano all'invito del futuro Paolo VI, il primo con un'agile brochure  edita in joint venture con la gloriosa Ave (Anonima veritas editrice) e la Libreria editrice vaticana (pp. 66, 9 euro), la seconda con l'allegato dvd.

Per una fiducia vera

 

Nei momenti difficili bisogna far leva sulle «riserve auree della fede» e della «cultura cristiana» per costruire un futuro più giusto e solidale, aperto a Dio e ad ogni uomo. Nel pieno di una crisi etica, prima ancora che economica, che rischia di travolgere due intere generazioni - quella dei quaranta-cinquantenni espulsi dal mondo del lavoro e quella dei ventenni costretti a un precariato a vita - l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia invita alla «fiducia» e alla «speranza», chiedendo alla Città di guardare a quel patrimonio di valori cristiani e civili che hanno sempre sostenuto la crescita non solo economica, ma anche sociale e spirituale.

Gli anni cruciali di Torino operaia

 

Diciamolo subito: «La fabbrica dei cattolici», un libro che sfiora le trecento pagine, scritto da Marta Margotti (ricercatrice di Storia contemporanea all’Università di Torino e da molti anni apprezzata collaboratrice de «il nostro tempo»), pubblicato dalle Edizioni Angolo Manzoni a cura della Fondazione Vera Nocentini, va letto con estrema attenzione, soprattutto da chi ha vissuto a Torino le vicende che vi sono raccontate. E l’attenzione più severa non basta, perché la lettura deve essere libera da ogni possibile pregiudizio (di destra o di sinistra).

Tutti i dolori del Papa

Parla di crescita il Papa. Ne parla in senso spirituale, ma in questo tempo di crisi economica mondiale nel quale si denuncia il dramma del ristagno e dell’economia, in cui tutti, governanti e sindacalisti, analisti ed economisti, studiosi di ogni disciplina lamentano la latitanza della crescita e, a seconda delle competenze, invocano o cercano i rimedi per ottenerla, le parole del Santo Padre, che invitano alla speranza, non possono non essere applicate anche alla realtà terrena, alla presente condizione dei popoli che il Papa conosce e segue con preoccupazione, non tralasciando occasione, più o meno importante e più o meno solenne, per esprimere solidarietà.

chiese d'Europa e bene comune

 

La persona, e non i mercati, devono essere al centro dell’Europa unita. È sotto gli occhi di tutti, cioè di oltre 500 milioni di cittadini dei 27 Paesi dell’Unione, l’errore di prospettiva commesso dai politici e dai burocrati: costruire l’Europa a cominciare dai mercati, dalla moneta unica, dalle istituzioni.

Appello alla fedeltà

Il Papa chiede fedeltà: una virtù che «esprime il legame tutto particolare che si stabilisce tra il Papa e i suoi collaboratori». E specifica che questo vale «tanto nella Curia romana, come negli altri organismi vaticani». E per tagliare ogni dubbio afferma che «la fedeltà è un attributo divino». Dio è fedele nonostante le infedeltà  del suo popolo. Sono questi i sentimenti del Pontefice sulle vicende inquiete e oscure che stanno avvenendo in Vaticano negli ultimi tempi, che – secondo le testimonianze – preoccupano sì il Santo Padre, ma non ne turbano la serenità, non lo distolgono dal suo ministero, non lo predispongono certo alla vendetta, ma al perdono.

Dono e gratuità

 

«Camminare sulla via del Vangelo, proseguire nell’impegno in favore dei fratelli, evidenziare le ingiustizie, testimoniare i valori della dignità della persona, promuovere forme di solidarietà, favorire il bene comune, procedere con impegno personale e associativo». 

Ripartire dal Battesimo

Battesimo, «porta della fede» o «sacramento mordi e fuggi»? Per il bambino è un dono di vita nuova arricchita dallo Spirito Santo. Per i genitori un atto d’amore che li impegna nella loro responsabilità di educatori. Per la Chiesa una grazia perché, generando nuovi figli, esercita la sua maternità e cresce come popolo di Dio. Sempre più spesso, invece, le famiglie impermeabili al dono che Dio fa al loro figlio arrivano all’appuntamento senza un adeguato cammino di preparazione. Il rischio? Ridurre il sacramento a una festa senz’anima, “estraneo” alla vita stessa della comunità parrocchiale. Una contraddizione evidente: celebrare il battesimo senza la presenza della comunità rischia di svuotare le prime parole che i genitori sentono pronunciare dal prete, «La comunità vi accoglie…».

Martini e il suo "sogno di Dio"

 

Aveva voluto incontrare studenti e professori, in tonaca, in clerygman, in giacca e cravatta, religiosi e laici, suore e signorine in pantaloni attillati e minigonne. Non in un luogo sacro, ma in un tempio della cultura religiosa, ora aperto anche alle scienze profane, l’Università Gregoriana, la più prestigiosa degli atenei pontifici dove si studia, e si è studiato, soprattutto teologia, la scienza di Dio.

Il vescovo sia un Vangelo vivente

 

 

L’ultimo libro scritto dal cardinal Martini riesce a sorprendere, per il tema scelto e per la freschezza delle sue parole. «Il vescovo» (così si intitola l’agile e denso volume edito pochi mesi fa dall’editore torinese Rosenberg & Sellier) propone alcune considerazioni sulla figura istituzionale posta alla guida delle diocesi, sui suoi compiti e sulle difficoltà che quotidianamente incontra.

50 anni fa il concilio

 

Era l’11 ottobre del 1962. Cinquant’anni fa. Mezzo secolo. In San Pietro si aprì il Concilio ecumenico Vaticano II. Lo aveva indetto e lo presiedeva un vecchio Papa, vecchio ma non domo e certo non privo di una rilevante dose di profezia.

I molti frutti di tanto impegno

 

A cinquant’anni dal Concilio, la domanda non è solo quale sia lo stato della Chiesa, ma quale sia lo stato della fede. E non è un caso, infatti, se papa Benedetto XVI ha indetto l’Anno della fede (11 ottobre 2012-24 novembre 2013), un’occasione per riflettere e comprendere che i testi lasciati in eredità dai padri conciliari «non perdono il loro valore, né il loro smalto».

Santa Rita maestra di speranza

 

Nella spiritualità dell’Umbria Cascia fa quasi da contraltare ad Assisi. Ad Assisi colpisce un clima spirituale che tende ad irradiarsi nel mondo; a Cascia, invece, si coglie la dimensione devozionale, popolare e un senso di affidamento delle umane inquietudini a Santa Rita.

Il Papa in Libano missione difficile

E’ lo spirito e il vento di rinnovamento che soffia costantemente nella Chiesa e la mantiene giovane e radicata nella fede e nella tradizione, aperta a tutti i popoli e a tutte le genti. E il tema «Fede» è dominante in questo tempo che si apre con l’inizio dell’autunno e quindi con la piena ripresa delle attività che si potrebbero ritenere normali se non altro perché previste e segnate nel calendario.

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