Vita cattolica

Templari a Torino: trovate le prove

 

Ci sono luoghi carichi di storia e ricchi di suggestioni, e ci sono persone che sanno interrogare il passato. Uno di questi luoghi è il Monte dei Cappuccini a Torino, una di queste persone è padre Luca Isella, che dal 1987 studia la storia di questo Monte. Lo chiamano Monte, in realtà è una collinetta sul lato destro del Po, che per la sua posizione, che domina le vie d'accesso a Torino, ha avuto nei secoli grande importanza strategica, ben prima che i cappuccini vi si insediassero nel 1583 per volontà di Carlo Emanuele I duca di Savoia.

Porte aperte ai sinti e rom

Vivono ai margini delle nostre città. In campi più o meno autorizzati, ben al di sotto della soglia minima di sussistenza. E sono una delle minoranze più grandi e discriminate d’Europa. Un popolo giovane e di vita breve, capro espiatorio da sempre, fino alle sterminio nazista del secolo scorso. Un piccolo popolo con molti bambini, che rivela la disumanità di una convivenza che vuol dirsi civile, ma lascia nella miseria più nera e nell’emarginazione più amara i suoi figli.

Tutti siamo la storia

La storia è nota. In un’antica favola africana si narra di una foresta in fiamme e degli animali che fuggono spaventati. L’unico che non scappa, ma torna addirittura indietro con una goccia d’acqua nel becco è un piccolo colibrì. Il leone, che della foresta è il re, gli chiede sarcastico: «Ma cosa credi di fare, non vedi che la foresta sta bruciando?». Risponde serio il colibrì: «Faccio la mia parte».

Nosiglia: le sfide della scuola oggi

La scuola? Un bene per tutti. Dalla scuola, in momenti di crisi, si può infatti dare un segnale alla politica e alla società per rilanciare la cultura e la formazione, soggetti centrali per la ripresa del Paese. L’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia lo dice a conclusione della Settimana della scuola, sabato 13 ottobre, al Santo Volto, durante il convegno «Le parole che vanno recuperate nella scuola», al quale ha partecipato il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi, annunciando di aver proposto alla Conferenza episcopale italiana «di promuovere una conferenza nazionale della scuola entro cui far emergere anche il contributo specifico della scuola cattolica paritaria».

Infanzia di Gesù gioiosa profezia della Redenzione

«Finalmente posso consegnare nelle mani del lettore il piccolo libro da lungo tempo promesso sui racconti dell’infanzia di Gesù». Così, con semplicità, Joseph Ratzinger-Benedetto XVI si annuncia nella premessa del nuovo libro, il terzo, sulla trilogia della vita di Gesù di Nazaret.

Una Settimana su giovani e famiglia

 

A cinquant’anni dal suo inizio, il Concilio vaticano II continua a far discutere. Se tale attenzione conferma la portata epocale di un evento che ha cambiato in modo rilevante il cattolicesimo, questo confronto, a tratti acceso, pone interrogativi che superano il ristretto campo del dibattito tra gli storici.

Ripartire dalla scuola

 

Ripartire dalla scuola, comunità che accoglie, fa crescere, educa. Recuperare le parole perdute – legalità e gratuità, libertà e responsabilità, solidarietà e amicizia – per affrontare la crisi con coraggio e fiducia. Imparare dai ragazzi e dai loro insegnanti che ogni giorno costruiscono una fetta di futuro. Perché il futuro del nostro Paese passa anche dai banchi di scuola.

Ma per i tradizionalisti il dissenso è continuato

 A cinquant’anni dal suo inizio, il Concilio vaticano II continua a far discutere. Se tale attenzione conferma la portata epocale di un evento che ha cambiato in modo rilevante il cattolicesimo, questo confronto, a tratti acceso, pone interrogativi che superano il ristretto campo del dibattito tra gli storici.

Vangelo e matrimonio per rinascere

 

A cinquant’anni dal suo inizio, il Concilio vaticano II continua a far discutere. Se tale attenzione conferma la portata epocale di un evento che ha cambiato in modo rilevante il cattolicesimo, questo confronto, a tratti acceso, pone interrogativi che superano il ristretto campo del dibattito tra gli storici.

25 anni con gli ultimi

 

Paolo, 28 anni, volontario internazionale in Sierra Leone. «Ho iniziato nel 2006, un mese soltanto, in Africa, in una missione salesiana. Facevo l’animatore all’oratorio e come tutti i giovani della mia età sognavo un mondo migliore. La povertà, quella vera, la conoscevo soltanto da lontano... Non lo sapevo ancora allora, ma quell’estate del 2006 avrebbe segnato la mia vita per sempre. Tre anni dopo, una laurea in Ingegneria edile in tasca, arriva la domanda dei salesiani: vuoi partire con il Vis per un’esperienza di volontariato internazionale?

Cei: vivo allarme per la famiglia

 

«Un nuovo patto sociale» non  è più rinviabile per i vescovi italiani che lo sollecitano a conclusione del  loro Consiglio permanente per stroncare il «reticolo permanente di corruttele  e scandali» della politica, che approfondisce  il fossato tra gli «onesti» e i «furbi».

Domande ai vescovi. Duemila risposte

 

Altro che «Papa di transizione», il bergamasco fedele e ubbidiente servitore della Chiesa. Eletto all’undicesimo scrutinio con 38 (o 36) voti su 51 elettori (di cui 18 italiani), alle 17,08 di martedì 28 ottobre 1958, terzo giorno di Conclave, Giovanni XXIII abolisce «il bacio della pantofola» e lo sostituisce con l’abbraccio fraterno con i cardinali.

Giovanni XXIII "felice" all'annuncio

Con questo numero pubblichiamo la prima di quattro puntate sulla preparazione del Vaticano II, aperto l'11 ottobre 1962

«Venerabili fratelli e diletti figli! Pronunciamo innanzi a voi, certo tremando un poco di commozione, ma insieme con umile risolutezza di proposito, il nome e la proposta della duplice celebrazione: di un Sinodo diocesano per l’Urbe e di un Concilio ecumenico per la Chiesa universale. Queste due proposte condurranno felicemente all’aggiornamento del Codice di Diritto canonico».

Un cristiano sul serio

 

Studioso stimato di storia del cristianesimo e appassionato protagonista della vita culturale e religiosa italiana, Franco Bolgiani è morto a Torino alla fine dello scorso luglio. Era nato a Milano nel 1922, da una famiglia originaria di Carignano.

E Maritain non fu condannato

 

Quando nel 1946, studente nell’Università statale di Torino, ero impegnato nella mia tesi di laurea sul tema «L’educazione nell’umanesimo integrale di Maritain», tema suggeritomi dal salesiano don Giuseppe Gemmellaro, docente di sociologia al Pontificio ateneo salesiano, allora a Torino, andai a Firenze a consultare Giorgio La Pira, che mi disse, semplicemente «scava e troverai dell’oro». Ora sulla soglia dei 90 anni, lavorando sulle numerose corrispondenze di Jacques Maritain (ne ricordo alcune: Charles Journet, 1.903 lettere, Paul Claudel, 27, Gino Severini, 203, Étienne Gilson, 105, Jean Cocteau, 158, François Mauriac, 67, Julien Green, 254, Yves Simon, 798, Saul Alinsky, 73) continuo a scavare, e la miniera non ha fondo.

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