Vita cattolica

Dopo Cristo ma sempre con Cristo

In genere ogni persona mediamente colta, credente o laica che sia, pensa di sapere: 1) che cosa è la Chiesa cattolica; 2) quali sono i fondamenti teologici e la tradizione storica di una fede religiosa che ha compiuto duemila anni; 3) che come in tutte le vicende umane vi convivono il bene e il male, l’obbedienza e la rivolta, la carità e la violenza; 4) che la letteratura mondiale ne ha fatto una biblioteca immensa, fin dai primi libri stampati, non per caso la Bibbia. E così via.

Scacco matto da sette donne ai pregiudizi anticattolici

«La Chiesa è la madre di tutte le Inquisizioni». E, soprattutto, «nemica di scienza e filosofia». «Il celibato è una norma nociva», perlopiù disattesa e per questo fonte di corruzione e infelicità. «I protestanti sono più aperti alle sfide della modernità rispetto ai cattolici». Per salvarsi l’istituzione ecclesiastica «deve tornare alle origini». Quanti «luoghi comuni» sulla storia bimillenaria della Chiesa, molti dei quali avallati da «un’opinione diffusa e politicamente corretta» che tenta di portare l’istituzione ecclesiale davanti al tribunale della storia, come sostiene il teologo Bruno Forte. Ma è sempre stato così? No, non è sempre stato così. E per dimostrarlo non c’è che una strada: far entrare in scena proprio la storia. Uno sguardo cioè capace di circoscrivere e contestualizzare tante credenze, per scoprire che la verità ha molte facce, alcune delle quali davvero sorprendenti.

Salvò 105 ebrei e morì nel lager

«Se tu avessi visto, come ho visto io in questo carcere, come trattano gli ebrei qui dentro, saresti pentito solo di non averne salvati di più». Disse con convinzione Odoardo Focherini al cognato Bruno Marchesi che lo visitava nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna. Una frase che campeggia nel Museo-Monumento al deportato politico e razziale di Carpi (Modena). Nella sua Carpi, sabato 15 giugno 2013, il «Giusto» Odoardo viene proclamato «Beato» in una celebrazione presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione dei santi. È il primo italiano a essere beatificato per aver salvato gli ebrei dalla persecuzione nazista.

Don Gallo due Chiese in una sola

Lo Spirito, e la diversità dei doni: la Chiesa al funerale di don Andrea Gallo ha dato l’impressione di essere scossa da un vento impetuoso, che ha turbato, e fatto pensare. Poi, però, è stato nella brezza leggera che tutto si è ricomposto. Quello che è accaduto a Genova il 25 maggio, per la prima volta il prete di strada don Andrea Gallo non potrà raccontarlo, e i giornali e le telecamere non potranno registrare un suo commento sferzante e certamente provocatorio.

Così cinquant'anni fa spirò Giovanni XXIII

«Caro conte, devo chiederle un favore. Quando il Papa fa qualcosa lei su “L’Osservatore Romano” scrive: “Sua Santità si è benignamente degnata di...” e quando il Papa dice qualcosa scrive: “Le sue auguste labbra hanno pronunciato...”. Ecco, scriva semplicemente: “Il Papa ha fatto, il Papa ha detto”». Al conte Giuseppe Dalla Torre, leggendario e severo direttore del giornale vaticano per un quarantennio (1920-1960), non rimase che ubbidire alla richiesta di papa Giovanni.

Roncalli e Montini si scrivono

Potere leggere la corrispondenza di due amici è sempre un penetrare nell’intimità della coscienza dei protagonisti e conoscere le motivazioni profonde dei loro comportamenti, ma se questi due amici sono stati al più alto grado di responsabilità nella vita della Chiesa, come successori di san Pietro, in un momento particolare della vita della comunità ecclesiale, vuol dire anche potere conoscere lo snodarsi delle vicende storiche e cogliere alla fonte la genesi degli avvenimenti.

De Giorgis, profeta per la fede

«Per disavventura troppi cristiani hanno dimenticato che la denuncia profetica è una dimensione essenziale della fede, e si sono adattati a quello che per primo Mounier chiamò il “disordine stabilito”». Ettore De Giorgis scriveva così nel 1972, fotografando l’inquietudine di una generazione di cattolici formatisi con il Concilio Vaticano II, ma anche raccontando il suo personale percorso di fede.

Roma e Bisanzio amiche

Per celebrare i 1700 anni della promulgazione dell’Editto di Costantino (detto anche Editto di Milano) e, con essa, il significato della parola «libertà» in ambito religioso, la città cuore della Chiesa ambrosiana ha ricevuto dal 14 al 16 maggio un ospite particolarmente importante: sua santità Bartolomeo I, arcivescovo di Costantinopoli «Nuova Roma» e patriarca ecumenico.

Don Puglisi, una vita alla salvezza dei giovani

Don Pino Puglisi, barbaramente assassinato dalla mafia il 15 settembre 1993 «aveva un cuore che ardeva di autentica carità pastorale: nel suo zelante ministero ha dato largo spazio all’educazione dei ragazzi e dei giovani e si è adoperato perché ogni famiglia vivesse la fondamentale vocazione di prima educatrice della fede dei figli. Il popolo affidato alle sue cure ha potuto abbeverarsi alla ricchezza spirituale di questo buon pastore».

I due esemplari Papi lombardi

«Questi due grandi Papi, alberi maestosi nella storia della Chiesa del XX secolo che affondano le loro radici in un terreno comune e, pur con caratteristiche proprie e per strade diverse, maturano i loro frutti intrecciandosi profondamente, hanno segnato in modo incisivo la storia della Chiesa e del mondo contemporaneo». Così don Ezio Bolis, direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII, introduce il ruolo che Giovanni XXIII e Paolo IV hanno avuto in merito all’evento conciliare.

Nei discorsi di Montini verità non sempre capite

Il mezzo secolo trascorso dall’inizio del Concilio vaticano II è stato occasione di conferenze e dibattiti, ha favorito la pubblicazione di articoli, numeri unici di riviste teologiche e volumi su questo fatto centrale della vita della Chiesa nel secolo XX e tuttora determinante per le vicende ecclesiali contemporanee.

Il Papa ai giovani: No alle scelte "provvisorie"

Spettacolo insolito quello di domenica 5 maggio in piazza San Pietro per la messa papale delle Confraternite. Piove. Per la prima volta dall’elezione di Francesco. E’ un mare di ombrelli multicolori. Ma nessuno è rimasto a casa. La folla straripa oltre la piazza, da tutti i lati. Papa Francesco apre l’omelia e dice: «Siete stati coraggiosi a venire con questa pioggia. Grazie. Dio vi benedica».

L'apostolo dei malati

È il sacerdote del Novecento che Giovanni Paolo II definì «l’apostolo degli ammalati». E proprio lui, questo piemontese nato fra le colline del Monferrato,  sarà uno dei primi beati ad essere celebrato a Roma sabato 11 maggio sotto il pontificato di papa Francesco, nella messa alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone.

Il Piemonte dal Papa

«Ringraziamo sentitamente il Papa e speriamo che venga a trovarci: l’abbiamo invitato. Il Piemonte è una Regione che gli è cara in quanto richiama la sua famiglia: ci sono diversi parenti del Papa anche a Torino. Al di là di questo, è stato un momento ricchissimo che ci ha dato tanta gioia e tanta speranza. Mi ha colpito molto la semplicità, il tratto familiare, l’acutezza e la profondità delle cose che ci ha detto».

Don Tonino Bello voce profetica verso gli "ultimi"

Nelle numerose iniziative organizzate in occasione del ventesimo anniversario della morte di don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, in Puglia, e presidente di Pax Christi, si avverte l’urgente bisogno di testimoni credibili del Vangelo, un’ansia profonda che attraversa tutte le età, ma che, in modo particolare, investe i giovani. La testimonianza di mons. Bello si presta a scenari ampi, a vette spirituali inaudite; la sua voce profetica ha attraversato i grandi temi del mondo, in particolare l’accoglienza, la pace, il disarmo, la nonviolenza.

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