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Il nucleare britannico "regalato" alla Cina

Si stenta a crederlo, ma non è un tardivo pesce d’aprile: la Gran Bretagna ha deciso di affidare alla Cina, eventualmente con pieno diritto di proprietà, i prossimi sviluppi della propria industria nucleare per la produzione di energia elettrica.

Usa a un passo dal baratro

Ancora una volta, e di nuovo all’ultimo minuto, gli Stati Uniti hanno evitato il baratro economico. Tuttavia, lungi dal risolvere le cause strutturali che hanno portato a un passo da una crisi finanziaria senza precedenti, si sono limitati a posporre il problema, che si ripresenterà fra pochi mesi.

Angela ha vinto, contento l'euro

«Die Merkel Republik», intitola «Der Spiegel», e non serve la traduzione. Ha vinto solo lei, alle elezioni tedesche dello scorso weekend, anzi ha trionfato, sfiorando la maggioranza assoluta che, forse, non desiderava, e le avrebbe creato più di un problema. Angela Merkel ha addormentato la campagna elettorale, si rimproverava alla vigilia, ma il finale è stato da thriller.

Iran, spiraglio di luce

Due recenti avvenimenti hanno gettato qualche spiraglio di luce sulle situazioni di conflitto dell’area mediorientale: l’accordo fra Stati Uniti e Russia per la messa sotto controllo dell’arsenale chimico siriano e, in prospettiva ancora più significativa, l’apertura del neo-presidente iraniano Hassan Rohani per una trattativa sul programma nucleare di Teheran.

Il debito pubblico non è un dogma

«Il teorema del lampione» (ed. Einaudi) è l'ultimo libro dell'economista Jean-Paul Fitoussi. A pensarci, un titolo un po' strano per un volume che si occupa di temi economico-sociali. Lo stesso autore, intervenuto a Torino al Circolo dei lettori, ci fornisce la spiegazione: un tizio ha perso le chiavi di casa e le cerca sotto ad un lampione, non perchè sia davvero sicuro di averle perse lì, ma perchè quello è l'unico posto ove c'è luce. Quel cono illuminato in mezzo all'oscurità gli dà sicurezza, anche se non è affatto certo che il suo problema sarà risolto.

La medicina della Germania

La medicina tedesca è forse quella più difficile da mandar giù, eppure sembra essere l’unica ricetta che possa portare a guarigione un continente che non gode di ottima salute. Per fortuna lo stesso medico è ottimista e crede che la terapia funzionerà.

Mandela, il coraggio e il perdono

Quasi venti anni fa, nel marzo 1994, ebbi la fortuna di seguire da vicino Nelson Mandela nella campagna elettorale che lo portò alla presidenza del Sudafrica, primo nero a conquistare questa carica dopo decenni di apartheid e ignobili prevaricazioni della minoranza bianca (il 15 per cento degli abitanti) detentrice d’ogni potere.

La Turchia dimentica Ataturk

Sicuramente l’eroe nazionale Ataturk sarebbe fiero di questi novelli “giovani turchi” che stanno sfidando il governo (regime?) di Erdogan. Anzi, probabilmente scenderebbe in piazza con loro, a contrastare la deriva islamista che l’attuale premier sta imponendo alla Turchia, una sorta di retromarcia politica che sta lentamente cancellando le riforme democratiche introdotte dal venerato padre della patria.

La mannaia nel cuore di Londra

Il feroce assassinio di un soldato inglese, a Londra, in pieno giorno, per mano di due giovani convertiti alla fede maomettana, pone le autorità del Regno e i servizi di sicurezza britannici (ma non questi soltanto) dinanzi a una serie di dilemmi angosciosi, il primo dei quali è questo: se l’episodio rappresenti l’avvìo di una nuova forma di jihad (o guerra santa) gestito da vaste organizzazioni fondamentaliste; o se sia un caso isolato, dunque di una specie non prevedibile, deciso da singoli estremisti: un esempio di ciò che il Times ha chiamato lumpen terrorism, terrorismo dei poveri. Ma non è un dilemma che si possa chiarire a breve scadenza; e dunque, nel frattempo, si attivano tutte le antenne disponibili e, come s’usa dire, ci si regola “a orecchio” giorno per giorno.

Letta elogiato a Parigi

C’era una volta l’asse Parigi-Berlino. Ma ora che l’asse é incrinato, per non dire che è in frantumi, il presidente francese Hollande si sforza di trovare alleanze alternative in Europa, e guarda in primo luogo all’Italia, come si è capito in occasione della visita a Parigi del nuovo premier italiano Enrico Letta, la settimana scorsa.

Incubo atomico fra le due Coree

Torna nel mondo l’incubo della bomba atomica. A quasi settant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, determinata dalle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki, e dopo le tensioni della “guerra fredda”, culminate con la crisi di Cuba del 1962, lo spettro della catastrofe nucleare si riaffaccia a turbare gli equilibri planetari.

L'Argentina dei piemontesi

Se non avessi avuto la buona ventura di andare in Argentina per un Master dell’Università di Torino e dell’Università di Córdoba voluto dalla Regione Piemonte, la gioia intima che ho provato per l’elezione di papa Bergoglio non sarebbe stata così profonda, così vera. Ci sono posti che ti entrano nei pensieri, inattesi, ti restano dentro e cambiano la geografia del tuo cuore. Così è stato l’incontro con l’Argentina, con i piemontesi che qui, quasi alla «fine del mondo», hanno plasmato una terra e solo con il loro lavoro hanno cambiato rotta alla storia.

Giudici spietati, ora tocca a Sarkozy

Bufera nella classe politica francese, sconvolta da una raffica di scandali e di azioni giudiziarie che coinvolgono personaggi di primo piano, di destra o di sinistra.

Caso Italia: i tedeschi si frenano

Sempre complicato ma intenso il rapporto tra Italia e Germania, e tra italiani e tedeschi, che non è sempre la stessa cosa. Il risultato delle nostre ultime elezioni ha stupito e preoccupato i tedeschi.

Primavera araba, due anni di fondamentalismo e stragi

Primavera araba: un bilancioLa primavera araba è ancora, nonostante tutto, una primavera. È questo il bilancio che padre Samir Khalil Samir, gesuita di origini egiziane, grande esperto del mondo arabo, traccia a poco più di due anni dall’inizio del movimento di massa che ha scosso la sponda sud del mediterraneo e larga parte del Medio Oriente.

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