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Storia

De Gasperi e Maritain coraggio e profezia

 

Capita sempre più spesso che in una fase politica del nostro Paese confusa, incolore e povera di idee e di ideali, ma anche di personaggi indiscutibilmente alti, escano uno dopo l’altro libri di grande interesse in una materia che in passato è stata, al contrario, ricca di idee, ideali, personaggi di spicco. Il più recente è un volume di non grandi dimensioni (in tutto, 78 pagine, divise in dodici brevi capitoli) in cui Piero Viotto, ben noto ai nostri lettori, illustra il rapporto fra due esemplari personalità pubbliche cattoliche del Novecento: «De Gasperi e Maritain Una proposta politica» (Armando editore, 9 euro).

Così Ruffini pagò la libertà e il diritto

In un tempo lontano ma ricco di idee e motivazioni morali e politiche, visse un grande maestro di diritto e di libertà come Francesco Ruffini. Nato a Lessolo Canavese il 10 aprile 1863 e morto a Torino il 29 marzo 1934 è stato, nella fase travagliata dell’Italia liberale post unitaria, un lungimirante protagonista del rapporto tra istituzioni e promotore di un percorso di modernizzazione culturale, liberale e anti nazionalista e massimalista. Alla figura e opera di Ruffini è stata dedicata una giornata di studi in occasione del 150esimo dalla nascita.

Lager e guerra: le vite

Affiorano vecchi fogli sgualciti e ingialliti che ricordano, anche a chi non li ha vissuti, avvenimenti fondamentali della storia, non solo italiana ma, se non mondiale, certamente europea. Sono essenzialmente diari. Il primo, scritto su pezzi di carta trovati per caso con molta fortuna, narra quanto accadde in tutti i giorni ai militari italiani deportati nei lager nazisti nel biennio dall'8 settembre 1943 al 16 settembre 1945. L'autore lo ha consegnato a don Luigi Montinaro, parroco di Muro Leccese, che lo ha pubblicato in poche decine di copie con una dotta prefazione della prof.ssa Marcella Spano, docente all'Università Cattolica di Milano.

Ma il fascismo non fu minoranza

Il 1943 è stato, senza dubbio, uno degli anni più cruciali della nostra storia. Forse quello che, più di tutti, ha segnato una svolta tra un prima e dopo. Si cominciò in gennaio con la ritirata di Russia e la tragedia degli alpini dell'Armir.

1943, l'anno più terribile del '900 italiano

Il 1943 è l’anno decisivo per la catastrofe cui andò incontro l’Italia durante la Seconda guerra mondiale. Il recentissimo libro di Marco Gasparini e Claudio Razeto («1943. Diario dell’anno che sconvolse l’Italia», Castelvecchi Editore, pp. 285, euro 16,50) ne offre la sistematica dolorosa radiografia.

Dal Sud, mezzo secolo fa

Mario, Carmela, Giovanna.... I protagonisti di questa storia sono alcuni fra i molti figli e figlie dei meridionali immigrati a Torino quando l'Italia viveva l'incredibile miracolo economico del secondo dopoguerra. Le loro storie si assomigliano tutte e li vedono, bambini e adolescenti, affrontare il trauma del trasferimento dai paesi e dalle campagne pugliesi o siciliane o calabresi nella città della Fiat in pieno sviluppo, che attirava manodopera dal Veneto e dal Mezzogiorno. Ma anche la città delle case dormitorio, dei quartieri-ghetto, nei loro ricordi la città del freddo e della nebbia.

Via Asti, il memoriale di Segre

Rigore, coerenza, dignità. Queste le parole che permeano e accompagnano il libro «Quelli di Via Asti» (non solo il volume, ma anche e soprattutto la vita) di Bruno Segre , classe 1918, il meno giovane tra gli avvocati in attività del foro torinese, definito «un combattivo alfiere dei diritti, della giustizia e della laicità mosso da una rara e insopprimibile esigenza di libertà».

Giorgio Ceragioli "maestro di vita"

Il 17 luglio 2008 moriva Giorgio Ceragioli. Classe 1930, padre di quattro figli, docente universitario, un forte impegno nel volontariato cattolico torinese. Ha soprattutto saputo trasporre nella propria attività professionale un'incessante opera a favore dei Paesi in via di sviluppo, nel segno della convivenza pacifica dei popoli. A cinque anni dalla sua scomparsa vogliamo ricordarne la passione civile e il grande spessore umano ascoltando la testimonianza di Massimo Foti, professore universitario oggi in pensione, che di Ceragioli è stato collaboratore e amico.

Il Cai compie 150 anni d'amore per la montagna

L’idea di fondare una società alpinistica nazionale nasce il 12 agosto del 1863, durante la scalata al Monviso compiuta dallo scienziato e statista Quintino Sella, con tre suoi amici. Pochi mesi dopo, il 23 ottobre, nelle sale del Castello del Valentino a Torino, lui e altri appassionati fondano il Club alpino italiano, con lo scopo «di far conoscere le montagne, più specialmente le italiane e di agevolarvi le salite e le esplorazioni scientifiche».

Sereno Regis, apostolo della pace

«Per questo non basta condannare la guerra, oggi facilmente imputabile al capitalismo: è necessario un deciso rifiuto di ogni strumento di guerra. Qualunque esercito e qualunque armamento rimangono una tentazione di guerra. Anzi è già la guerra. Infatti non si può dividere il problema della pace dal problema dello sviluppo dei paesi poveri. Ogni lira data alla guerra è rubata ai poveri».

I danni a Seveso una triste sentenza

Lo ha detto anche papa Francesco, appena salito al soglio di Pietro: «In questo momento noi abbiamo una relazione con il Creato non tanto buona, dobbiamo migliorare». E ha scelto per il suo pontificato il nome del poverello di Assisi, vero ambientalista ante litteram, autore del «Cantico delle creature», inno alla natura e all’armonia che dobbiamo trovare con essa.

Il sogno perduto nel fu Filadelfia

Due avvenimenti per il Torino Fc. Un avvenimento brutto e un avvenimento che non si sa se sia brutto o bello o una via di mezzo. Il primo riguarda la sconfitta nel derby, domenica scorsa. I granata, secondo un perfido divertimento della sorte, vanno a un pelo dal gol, non ottengono un calcio di rigore e nel finale di partita prendono due sberle dalla Juventus.

Margaret Thatcher, l'incredibile

Nella sua ansia di cambiare il mondo adattandolo alle proprie concezioni neoconservatrici Margaret Thatcher provó a cambiare anche il Vangelo. «Nessuno si ricorderebbe del buon samaritano», spiegò infatti in un famoso discorso all’Università di Edinburgo, «se egli avesse avuto soltanto delle buone intenzioni. Ma aveva anche denaro…».

La straordinaria coppia dei Billings

Il 16 febbraio scorso si è spenta a Melbourne Evelyn Billings, moglie di  John Billings che l’aveva preceduta il 7 aprile 2007: insieme avevano formato una coppia che, come ebbe a dire la beata Madre Teresa di Calcutta,  «ha consacrato la propria vita ad affermare che Dio ama il mondo e vuole che la famiglia sia il centro della vita, della gioia, della pace, dell’amore». Entrambi, infatti, hanno legato il proprio nome al metodo naturale per la pianificazione delle nascite, il “Metodo dell’Ovulazione”.

Per Il Vittorioso ricordi e nostalgia

 

Se un professore ordinario di Storia contemporanea dell'Università di Parma dedica un saggio a un certo argomento è evidente che l'oggetto delle sue ricerche non è né secondario né poco significativo. Nessuna meraviglia, allora, che Giorgio Vecchio scriva un saggio di cinquanta grandi pagine, con ampio apparato di note, a «L'Italia del Vittorioso» (Editrice Ave, pp. 215, euro 45,00), che si articola in sette densi capitoli, uno opportunamente dedicato all'Ave, che dal 1935 era l'editrice di riferimento della Gioventù italiana di Azione cattolica, la mitica Giac.

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