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I vescovi: prima lavoro e famiglia

Le istituzioni pongano il lavoro «come una priorità su cui concentrare l'impegno di tutti». È questo l’invito lanciato nel Messaggio dai vescovi italiani a conclusione dell’assemblea della Cei che, per la prima volta, è stata aperta dal Papa e proseguita con un serrato dibattito che per un’intera giornata, quella di mercoledì scorso, è stato assorbito dalle modifiche allo Statuto per sancire una diversa formula per l’elezione del Presidente.

Non è una questione marginale, ma di sostanza. Si tratta infatti di scegliere se la futura elezione del leader dell’episcopato italiano avverrà, come per ogni nazione, per via diretta, ossia mediante il voto dei titolari delle 240 diocesi articolate lungo la Penisola, o se sarà affidata, come è avvenuto finora, al Papa, che è il Primate d’Italia.

L’assemblea della Cei è sembrata bloccata come avviene nelle sedi politiche, ma che in questo caso ha rivestito un profondo significato di partecipazione e di novità dopo trent’anni dalla creazione dell’organismo, come ha sottolineato il presidente Bagnasco nella conferenza stampa conclusiva. Era così noto a quanti erano in attesa nell’atrio dell’Aula del Sinodo, posta sopra l’imponente Aula Nervi, che le posizioni si contrapponevano in parti eguali: 102 contro 104.

La soluzione è stata trovata grazie a un emendamento proposto dall’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, che fa fatto ricorso alla sua precedente esperienza di segretario generale della Cei. Si è così raggiunta la maggioranza dei due terzi, in virtù della quale i vescovi sceglieranno una terna di nomi da presentare al Papa, che tra loro sceglierà il Presidente. Non si sa quando questo avverrà, se nel prossimo 13 novembre, quando la Cei si riunirà in assemblea straordinaria o nel 2017 quando scadrà il mandato del presidente in carica, il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova.

La mobilitazione interessa e interesserà sempre più i fedeli attenti, che in tal modo si sentiranno maggiormente partecipi della vita della Chiesa, che sta dimostrando una forte vitalità, una capacità di stare vicina ai poveri, agli umili, agli emarginati, in uno spirito di rinnovamento e di intima comunione col Papa.

Ma sbaglierebbe chi ritenesse che la 66ma Assemblea della Cei si sia esaurita nelle questioni procedurali. Al contrario è stata ricca di progettualità non solo per l’anno in corso, che vedrà a ottobre il Sinodo dei vescovi sulla famiglia e la proclamazione a beato di Papa Paolo VI, un evento che consente ancora una volta di rifarsi ai postulati del Concilio che papa Montini volle e seppe portare a conclusione, ma anche il Papa della famiglia e il Papa che aprì le vie dell’ecumenismo, come è risaltato nella rievocazione del pellegrinaggio in Terra santa di papa Francesco.  

I progetti si spingono ben oltre. Nell’immediato, sulla spinta di quanto indicato da papa Bergoglio nella sua prolusione, i vescovi hanno posto in primo piano anche l’impegno da parte di tutti ad affrontare «il fenomeno degli sbarchi di migranti con il coinvolgimento degli altri Paesi europei», la difesa della famiglia, la tutela dei disoccupati. In sostanza, l’assemblea si è dipanata lungo il leit motiv della «comunione e comunicazione della fede», come era stato indicato dal Francesco e che i vescovi hanno individuato come «il binomio» che ha sintetizzato i lavori, secondo l’accentuazione che ne ha dato il cardinale presidente. In questo «spirito ecclesiale» sono  stati affrontati non solo gli emendamenti allo Statuto, ma gli impegnativi «Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia».

La linea è quella della «partecipazione e collegialità, per un discernimento pastorale che si alimenta nel dialogo, nella ricerca e nella fatica del pensare insieme», come per l’appunto aveva sottolineato papa Francesco. A sua volta, il cardinale Angelo Bagnasco, che ha continuato a presiedere l’assemblea, tenendo la sua prolusione la mattina successiva all’intervento del Santo Padre, ha sottolineato che «nella comunità cristiana parole come confronto, partecipazione e sinodalità non rimandano a icone sociologiche o strategiche, bensì a realtà che stimolano ad andare avanti con fiducia per rendere sempre più visibile il mistero amato della Chiesa».

Infine, lo spirito con cui i vescovi si sono soffermati «pensosi e solidali» rispetto alle tante situazioni provocate dalla crisi, dalla difficoltà di relazioni, dal carico di sfide umane, culturali, sociali e religiose che grava sul tempo presente, si è tradotta nel «Messaggio di attenzione, affetto e speranza indirizzato al Paese».

Gli «Orientamenti pastorali del decennio» seguono la linea missionaria  dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, il manifesto del papato di Francesco. Così sono all’orizzonte la citata Assemblea generale straordinaria di novembre ad Assisi, il 5° Convegno ecclesiale nazionale a Firenze nel 2015 («In Gesù Cristo il nuovo umanesimo»), l’Ostensione della Sindone a Torino in occasione del bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco, il Congresso eucaristico nazionale a Genova nel 2016 col tema «L’Eucaristia, sorgente della missione». Come era ovvio e doveroso, non sono stati trascurati alcuni aspetti giuridico-amministrativi, quali la presentazione del bilancio consuntivo dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero per l’anno 2013; la presentazione e l’approvazione del bilancio consuntivo della Cei per l’anno 2013, nonché delle ripartizioni e assegnazioni delle somme derivanti dall’8permille per l’anno 2014, con un ulteriore e rilevante incremento del fondo per la carità. Esaminate le attività di Caritas italiana, della fondazione «Migrantes» e della fondazione «Missio» nell’anno 2013, la Giornata della carità del Papa e il calendario delle attività della Cei per l’anno 2014-2015.

Ai lavori assembleari hanno preso parte 234 membri, ventisette vescovi emeriti, venti delegati di Conferenze episcopali europee, venti rappresentanti di presbiteri, religiosi, consacrati e della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali. Nella ripartizione delle somme derivanti dall’otto per mille per l’anno 2014, è stato aumentato di 5 milioni di euro il fondo per la carità, mentre 500 mila euro sono stati destinati all’emergenza in Bosnia-Erzegovina. Nell’anno pastorale 2014-2015, oltre all’Assemblea generale straordinaria ad Assisi (10-13 novembre 2014), previste le sessioni del Consiglio episcopale permanente (22-24 settembre 2014; 26-28 gennaio, 23-25 marzo e 21-23 settembre 2015).  La Giornata della carità del Papa che sarà celebrata in tutte le diocesi domenica 29 giugno, i mezzi di comunicazione di ispirazione cattolica («Avvenire», «Tv2000», «Rete InBlu», Agenzia Sir e settimanali della Fisc) la sosterranno con particolare impegno. Il quotidiano cattolico vi devolverà il ricavato delle vendite. Siamo dunque tutti mobilitati, piccoli e grandi.  

Antonio Sassone



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