Nosiglia: difendiamo la scuola

«La scuola è una grande risorsa per il nostro Paese. Difendiamola tutta, paritaria e statale. E’ arrivato il momento di superare i pregiudizi e le posizioni ideologiche che non riconoscono la piena libertà educativa e penalizzano di fatto i nostri Istituti». E’ l’appello lanciato dal vescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, al termine della Settimana della Scuola e dell’Università che si è svolta sotto la Mole dal 13 al 19 ottobre.

Sette intensi giorni di incontri, dibattiti, iniziative e convegni che hanno coinvolto tra il Santo Volto, il Seminario, il Cottolengo, il Politecnico e l’Università centinaia di studenti, insegnanti, genitori e direttori di Istituti. L’appuntamento adesso è per il 10 maggio a Roma per la grande iniziativa lanciata dalla Cei dal titolo «La Chiesa per la scuola», figlia del successo delle singole iniziativi nate a Torino e poi in Veneto e in Lombardia, e che culminerà in un incontro del mondo della scuola italiana con papa Francesco, in piazza San Pietro.

«L’obiettivo», ha spiegato mons. Nosiglia durante l’incontro rivolto alla scuola cattolica, martedì 15, al Polo teologico di via XX Settembre, «è quello di chiarire una volta per tutte che la scuola paritaria cattolica non è “un qualcosa d’altro”, “un di più”, “una parentesi” rispetto alla statale, ma fa parte dello stesso sistema scolastico nazionale, e per questo deve essere sostenuta sia a livello culturale che finanziario». Una verità sancita dalla legge, ma che fatica a passare. Il vescovo di Torino lo sa bene perché ha seguito da vicino l’iter della legge 62 del 2000, nata grazie alla «disponibilità» dell’allora ministro Berlinguer: «Il nostro sistema scolastico prevede due canali complementari: le statali e le paritarie, entrambe pubbliche. E invece, ancora oggi, si continua a sentir parlare di scuole private, come se fossero confessionali e per ricchi… Ma non è così». Cosa bisogna fare allora perché si inverta una tendenza che rischia di penalizzare il mondo delle scuole cattoliche e le famiglie nella loro libertà di scelta educativa? «Viviamo in un’epoca nella quale la cultura della parità e del pluralismo è applicata su tutto, tranne che sulla scuola. E’ un paradosso italiano, basta andare in Francia per accorgersi che Oltralpe sostengono la libertà della scelta educativa delle famiglie, da noi invece no». L’unico modo per superare questo momento di difficoltà - molte scuole rischiano di chiudere perché i finanziamenti o vengono tagliati o arrivano a singhiozzo - è mettersi in rete per avere più forza e difendere insieme la cultura della parità. «Come un padre di famiglia con due figli, uno grande e forte, e uno piccolo e debole comincia ad aiutare il piccolino, così lo Stato deve correre in aiuto delle scuole paritarie che rappresentano soltanto il 10 per cento del totale e vengono sovvenzionate con appena l’1 per cento dei finanziamenti complessivi». Intanto mons. Nosiglia un’idea per le paritarie di Torino in difficoltà c’è l’ha: «Salvaguardando il carisma di ciascun ordine religioso, occorre collaborare e mettere in rete le nostre scuole. In questo cammino può dare una mano la diocesi valutando quali sono le esigenze dei diversi istituti e cercando vie convergenti per soluzioni comuni. Anche i genitori possono fare molto di più, aderendo per esempio all’Agesc, l’Associazione genitori scuole cattoliche».

Tra le novità della terza edizione della Settimana, l’incontro commovente dei bambini delle elementari e delle medie con la «Città nascosta del Cottolengo» per dar vita a reti di solidarietà educativa, ma anche i laboratori interattivi organizzati dai ragazzi delle scuole professionali per spiegare ai più piccoli cosa si studia nei loro Istituti e il messaggio del vescovo rivolto agli universitari per testimoniare la forza della vita contro ogni tipo di dipendenza lasciato dai giovani della Comunità Cenacolo al termine degli incontri al Politecnico e all’Università.

Cristina MAURO



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