Con quali diritti ci si può sposare

La conclusione è sempre quella: chi non riconosce il matrimonio anche per le coppie gay è un oscurantista, omofobo, nemico dei diritti civili. Poi si rincara la dose: ben diciannove paesi europei riconoscono questo diritto, e chi si oppone sembra un ostinato superstite che continua a combattere una guerra che è già perduta, come gli ultimi soldati giapponesi che nella giungla hanno continuato una guerra che era finita da anni.

L’ultimo intervento in questo senso è quella della prof.sa Chiara Saraceno su «La Repubblica» del 17 maggio. Inizia dicendo che ci sono buone ragioni per argomentare la legittimità delle richiesta delle persone omosessuali di accedere al matrimonio. Quali sono queste buone ragioni? La Saraceno pensa di dimostrarlo con il seguente ragionamento: il fondamento del matrimonio nelle società occidentali è la scelta libera di due persone di mettere in atto un progetto di vita comune basato sulla solidarietà reciproca e sull’affetto; ora, nella relazione omosessuale non c’è nulla che sia in contrasto con questo progetto, quindi non si vede perché si debba negare alle persone omosessuali quello che invece è concesso alle persone eterosessuali. E’ un ragionamento che sembra corretto e inoppugnabile. Invece non lo è, perché la maggiore di questo sillogismo è incompleta e la minore è tutta da dimostrare. Quanto alla maggiore basta fare alcuni esempi per capirlo: un fratello e una sorella, due adolescenti, un nonno e la nipote, una mamma vedova e suo figlio, due amici, una persona sposata e l’amante possono liberamente condividere un progetto di vita comune basato sulla solidarietà reciproca e sull’affetto, ma questo non è fondamento sufficiente per rivendicare il diritto alle nozze. E quanto alla minore ne parleremo in seguito.

Le condizioni per chiedere il diritto alle nozze - Il fatto è che il diritto al matrimonio non è legato alla persona in quanto tale, ma alla persona che possiede determinate caratteristiche. Non basta decidere liberamente un progetto di cura e di affetto per accedere alle nozze, ma tutte le società richiedono che oltre alla libera scelta di un progetto comune basato sulla solidarietà e sull’affetto esistano altre condizioni. Per esempio, nella società italiana si richiede che le persone siano maggiorenni, non siano interdette per infermità mentale, siano libere da vincoli matrimoniali, rispettino i legami creati da parentale, affinità, adozione, affiliazione, non siano condannate per omicidio o tentato omicidio del coniuge del partner. E’ fuori dubbio che l’ufficiale di stato civile e ancor più un sacerdote rifiuterebbero le nozze ad un uomo sposato che chiede di sposarsi con la collega di cui si è innamorato, o a due adolescenti che si sono innamorati, o a due persone legate da parentela che chiedono di convolare a nozze in nome del comune progetto di vita. Il che significa che il fatto di avere in comune un progetto di vita non è fondamento sufficiente per vantare il diritto alle nozze, ma si richiedono altre precise condizioni. Un tempo era dato per scontato che una condizione essenziale fosse l’eterosessualità; nessuno metteva in dubbio questa affermazione e sembrava logica  l’esclusione dalle nozze delle persone omosessuali. Oggi si dice che questa condizione non è necessaria. Ma bisogna dimostrarlo.

Perché negare le differenze?

Per riconoscere alle persone omosessuali il diritto alle nozze bisognerebbe prima dimostrare che non c’è differenza tra l’amore omosessuale e l’amore eterosessuale, e poi che non c’è differenza tra il rapporto a cui questi due amori danno origine. Ma nessuno lo ha ancora dimostrato. Neppure la Saraceno. Anche lei si limita ad affermare, passando come un rullo compressore su queste differenze. Se la sessualità non viene ridotta a genitalità, ma le viene dato il significato vero di modalità della persona che la qualifica conferendole un modo particolare e originale di vivere la propria umanità, allora dobbiamo affermare che essere uomo e essere donna sono due mondi diversi di umanità che nascono non dalla diversità della biografia individuale, ma proprio dal fatto di essere uomo e donna. Il matrimonio allora diventa l’incontro di due mondi di umanità diversi in cui ognuno dei due porta nel rapporto con l’altro oltre alla ricchezza della propria biografia individuale, anche la ricchezza che nasce dalla diversità sessuale. Questa ricchezza nel rapporto omosessuale non c’è, perché ognuno dei due porta nel rapporto solo la diversità della biografia individuale. E uno degli elementi che nasce dalla diversità sessuale è la capacità procreativa, cioè la più alta capacità di cui l’uomo e la donna sono dotati e che li fa rassomigliare addirittura al loro Creatore. La Saraceno per provare la sua tesi ignora la ricchezza della diversità sessuale e minimizza l’importanza di quella originale forma di procreazione che nasce dalla stessa natura del rapporto eterosessuale, mettendo semplicisticamente sullo stesso piano procreazione naturale e artificiale,  procreazione e adozione, adozione da parte della coppia eterosessuale e adozione da parte della coppia omosessuale, e afferma sbrigativamente che un figlio vive e si sviluppa benissimo anche in una coppia omosessuale, mentre questa affermazione dovrebbe essere dimostrata perché altri studi hanno dimostrato il contrario.

Evitare il qualunquismo.

L’amore omosessuale al pari dell’amore eterosessuale ha come fine quello di far uscire le persone dalla solitudine, cioè dall’insufficienza del proprio essere. Ma il modo di realizzare questo fine è molto diverso. Nell’amore omosessuale il rapporto coinvolge le due persone e le muove a prendersi cura l’una dell’altra; la storia di questo amore finisce qui. Nell’amore eterosessuale il coinvolgimento delle persone inizia come attenzione e cura reciproca in cui ognuno dei due mette a disposizione dell’altro tutta la sua ricchezza di vita, anche quella che nasce dalla differenza sessuale; ma la storia di questo amore non si esaurisce nel capitolo unitivo, ma si prolunga nel capitolo procreativo e attraverso il figlio estende l’influsso del suo amore all’intera società. Entrambi questi amori possono avere un riconoscimento sociale, ma non si possono azzerare le differenze cadendo in un qualunquismo che ha l’unico effetto di seppellire il talento della differenza, e di impoverire così le persone e la società.

Giordano Muraro o.p.



SIR | Avvenire.it | FISC

PRELUM Srl - P.I. 08056990016