La Bibbia "ritornata"

Una storia a lieto fine. Protagonista un’antica Bibbia, preziosissima, 510 pagine scritte e miniate a Parigi tra il 1240 e il 1250. Prima trafugata dall’Archivio della diocesi di Torino e poi restituita nelle mani del vescovo, l’allora cardinale Giovanni Saldarini. Sullo sfondo un’indagine del Nucleo dei carabinieri Tutela del patrimonio culturale di Monza, che hanno ricollegato il filo delle indagini condotte negli anni Novanta. Mercoledì 13 febbraio per la prima volta quel preziosissimo Codice miniato del XIII secolo viene presentata al pubblico. Un evento eccezionale, per un’opera unica. Un vero e proprio tesoro, che torna finalmente nel suo Archivio.

Racconta don Giovanni Sacchetti, archivista responsabile per la sezione storica: «Nel 1990 durante un censimento si scoprì che mancava questo volume, di valore inestimabile. Non sapevamo chi lo avesse rubato. Venne dunque sporta denuncia ai carabinieri di Monza. Ma qualcuno poco dopo consegnò quel preziosissimo codice miniato al card. Saldarini. Un gesto anonimo, che rimase tale. Il cardinale fece conservare il documento in una cassaforte, scrivendo in una lettera di aprirlo solo dopo la sua morte». E così è stato fatto. Il card. Saldarini alla guida della diocesi dal 1989 al 1999 ha tenuto il segreto «fino alla morte», avvenuta nel 2011. Segreto svelato soltanto adesso, per sua espressa volontà. L’anno scorso il cancelliere consegna il pacco contenente il prezioso codice a don Sacchetti, che però ignora del tutto il contenuto: «L’ho scartato», racconta, «e ho scoperto che conteneva questo tesoro…».

La Bibbia, databile tra il 1240 e il 1250, fu acquistata nel Quattrocento dal canonico Antonio da Romagnano, una figura di spicco nella Torino rinascimentale. Alla sua morte la Bibbia divenne di proprietà diocesana. E’ sempre stata considerata un «gioiello»: in origine contava 510 pagine, scritte e illustrate con miniature in oro e pietre preziose, oggi purtroppo ha 47 pagine in meno, ma è stata riordinata, rinumerata e fotografata con i resti della legatura. Dopo il furto versava infatti in cattive condizioni, non più integra e molto danneggiata. A comporre il volume è stata la professoressa dell’Università di Torino, Costanza Segre Montel. La Bibbia di Romagnano adesso sarà posta in un’apposita scatola e non più rilegata.

La presentazione, spiega don Sacchetti mentre andiamo in stampa, sarà anche l’occasione per presentare un video che illustra la ricchezza del patrimonio conservato nell’Archivio, che da oltre mille anni custodisce le memorie della Chiesa torinese, e soprattutto il lavoro di infomatizzazione che renderà consultabili i documenti su Internet.

Nel Palazzo di via Arcivescovado sono custodite le memorie storiche delle più importanti istituzioni ecclesiastiche della diocesi. Tra le collezioni più preziose la serie dei Protocolli vescovili, 174 volumi a cominciare dal 1265, le carte della Mensa vescovile dal X secolo, i registri delle Ordinazioni sacerdotali, il Tribunale ecclesiastico, le Provvisioni dal 1580, le Visite pastorali con le Relazioni sullo Stato delle Chiese e gli Inventari, e la copia dei registri parrocchiali di tutta la diocesi dal 1823. Esiste anche un fondo diplomatico accuratamente ordinato comprendente circa 2.500 pergamene. L’Archivio capitolare prodotto dal Capitolo della Metropolitana di Torino, istituzione antichissima che risale ai tempi di Carlo Magno, conserva invece preziosi codici miniati in pergamena dell’XI secolo, una serie ininterrotta di atti capitolari a partire dal Mille, e un ricco fondo musicale assai apprezzato dai cultori di musica antica. «Chi ama la ricerca storica e vuole verificare direttamente ciò che legge sui libri di storia», si legge sul sito della diocesi nella pagina di presentazione dell’Archivio (www.diocesi.torino.it), «trova qui il suo pascolo, in un ambiente sereno ed accogliente». L’Archivio torna oggi a conservare la Bibbia rubata e nascosta per tanti anni. Un pezzo di storia della diocesi e della città.

Cristina MAURO



SIR | Avvenire.it | FISC

PRELUM Srl - P.I. 08056990016