I salesiani e il futuro

E’ un marchio storico, che ha sostenuto la formazione culturale della Chiesa in Italia. Ma si mantiene “giovane”, vivendo e reinventando ogni giorno la passione educativa che fu di don Bosco. Ha educato intere generazioni di ragazzi all’incontro con Cristo e oggi continua in quella grande opera di missione andandoli a cercare nei “cortili virtuali”.

E’ la casa editrice salesiana Elledici, 70 anni appena festeggiati, una nuova sede in corso Francia 333 a Torino inaugurata mercoledì 31 gennaio - a tagliare il nastro e benedire gli uffici è arrivato il rettor maggiore don Pascual Chávez Villanueva -  e già pronta per una nuova avventura, trasformarsi da «casa editrice» in «casa salesiana». Un rinnovamento nella tradizione.

A don Bosco non sono mai mancati i colpi di genio. E se vivesse oggi, la prima cosa che farebbe, sarebbe quella di crearsi un profilo su Facebook per raggiungere i ragazzi della generazione 2.0. Così la Elledici, fondata nel 1941, in piena guerra mondiale, uno dei periodi più difficili per il nostro Paese, grazie all’intuizione di un grande salesiano, l’allora rettor maggiore don Pietro Ricaldone, di fronte alle sfide che vive oggi il mondo dell’editoria ha prima rinnovato il sito www.elledici.org, poi consolidato la sua presenza sui più importanti social network e quindi lanciato il progetto EllediciLab, l’ultima novità nel rinnovamento.

«Per uscire dalla crisi bisogna scommettere sul futuro», ha detto il direttore generale don Valerio Bocci durante l’inaugurazione della nuova sede alla presenza dell’ispettore dei salesiani del Piemonte don Stefano Martoglio e del direttore editoriale don Giuseppe Pelizza, presente anche il sindaco di Torino Piero Fassino. «Noi puntiamo su due parole chiave: educazione e cultura. Crediamo infatti che una squadra per vincere ha bisogno di passione, creatività e professionalità. Il momento è difficile, ma noi ci siamo. E ripartiamo da qui».

«La nuova sede», ha detto don Chávez nel suo appassionato intervento, «è un punto di partenza, non di arrivo per una casa editrice che ha scritto pagine d’oro nella storia culturale italiana. La crisi c’è, ma come insegnava don Bosco, bisogna sempre guardare al lato positivo, pensando alle opportunità che apre, piuttosto che alle criticità. E questo vale soprattutto se consideriamo che il nostro primo pensiero dev’essere sempre rivolto ai giovani, ragazzi e ragazze che hanno bisogno di parole di speranza e di incoraggiamento. A casa, a scuola, nella società. Parlare come si fa in Italia di spread sociale è una vergogna. Se tagli le ali ai giovani, ipotechi il futuro del tuo stesso Paese. E’ da loro che verrà la soluzione alla crisi. I giovani sono il nostro presente e il nostro futuro».

A raccogliere la sfida di EllediciLab è proprio un gruppo di giovani pieni di idee e di energia, così come sarebbero piaciuti a don Bosco, che nei momenti difficili rispondeva sempre con una buona iniezione di fiducia. Il progetto che coniuga educazione, formazione e cultura è infatti nato da una sinergia tra la Elledici, l’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc), Elledici Educare e la partecipazione della cooperativa sociale AnimaGiovane (specializzata nella formazione degli animatori dei centri giovanili, oratori, gruppi) e dell’associazione Altresì. Si tratta di uno spazio aperto accanto alla vecchia sede di Cascine Vica, a Rivoli, per investire nella ricerca su temi e contenuti legati alla formazione: dalla scuola, alla catechesi, alla famiglia. Ma c’è anche uno sportello di ascolto e sostegno all’azione educativa, chiamato «Lo Spiazzo», aperto a genitori, insegnanti, catechisti e animatori, operativo a livello nazionale.

EllediciLab è il posto dove si incontrano le idee. E per realizzarle possono anche contare in un teatro da 400 posti, in una palestra per i progetti educativi e sportivi, in una casa di ospitalità per attività residenziali da 25 posti, in un salone da 99. A inaugurare il progetto e la nuova sede de Lo Spiazzo, uno spettacolo di varietà dal titolo «Punti, spunti, trapunte e appunti. Piccole note per imparare a sognare», che si tiene venerdì 8 febbraio, alle 21, presso il teatro Don Bosco (via Stupinigi 1) a Rivoli. Uno spettacolo di varietà e animazione, dove si alternano sketch, giochi con il pubblico, canzoni (info e prenotazioni, tel. 346.0716175 oppure lospiazzo.@animagiovane.org). 

Un rinnovamento quello di EllediciLab che in realtà riprende una tradizione della casa editrice salesiana: avere uno spazio e un gruppo di persone che “danno i tempi” alla ricerca sui temi e sui contenuti cari all’Elledici. Il rinnovamento ha spiegato don Bocci è nel segno della tradizione. La nuova sede di corso Francia - una struttura moderna di 1.500 metri quadri, su tre piani, con tutti gli uffici, dalla direzione generale a quella editoriale, le redazioni dei periodici e l’area marketing, oltre agli uffici Elledici Scuola e Elledici educare - è più piccola rispetto alla storica sede di Cascine Vica per rispondere meglio alle esigenze del mercato, ma cammina oggi come allora sulle idee dei tanti professionisti che vi lavorano. Perché la differenza, ha ricordato don Bocci, «la fanno le persone».

E basta scorrere i titoli in catalogo per accorgersene: dalle storiche, famose, «Filmine Don Bosco» ai libri di religione («Progetto Uomo» ha formato intere generazioni di giovani), dalle diverse edizioni della Bibbia (compresa «La Parola del Signore», traduzione interconfessionale che ha avuto uno straordinario successo) alle riviste che spaziano dalla catechesi all’insegnamento della religione alla musica liturgica (in primis «Dossier catechista» con i suoi 80 mila abbonati) alle testate per i giovanissimi da «Mondo Erre» a «Dimensioni nuove», un must per intere generazioni di studenti. Nel settore dell’animazione liturgica, i Messalini hanno segnato un’epoca. Senza dimenticare la multimedialità. «Oggi contiamo oltre 3 mila titoli», ha ricordato don Bocci, «con le nostre 200 novità l’anno, siamo in coda solo all’Einaudi…. Centinaia i titoli tradotti in tutto il mondo».

Il segreto della Elledici? Lo stesso di don Bosco: vivere con e per i giovani. Da loro, ha detto don Valerio Bocci, arrivano gli stimoli per leggere i segni dei tempi e cogliere in anticipo le nuove sensibilità. Sempre fedeli al principio della «duplice fedeltà» a Dio e all’uomo.

Cristina MAURO



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