Tutti con Benedetto XVI

La famiglia, da sempre definita nel lessico, nella dottrina e nella prassi ecclesiale «piccola Chiesa», e nella sociologia politica nucleo essenziale della società e pilastro degli Stati, è al proscenio a Milano (un milione i partecipanti) in un Incontro mondiale sorprendente e quasi incredibile in un momento di grave crisi come quella attuale. E’ la famiglia nella sua essenza, e cioè anzitutto come organismo naturale, che Benedetto XVI esalta, promuove, incoraggia, difende. Ed è questo il cuore del tema, il leitmotiv, l’ispirazione attorno a cui si sviluppano gli interventi e i gesti che il Papa compie a Milano in questi tre giorni che trascorre insieme a oltre un milione di mamme, papà, figli, nonni, nipoti convenuti nella più grande diocesi del mondo, nella metropoli lombarda, per questo VII Incontro che assume le stesse dimensioni, lo stesso significato, lo stesso entusiasmo delle Giornate mondiali della gioventù.

Un avvenimento straordinario. Per sottolinearne l’importanza il Papa ha già compiuto un atto altamente significativo, un atto pastorale e liturgico, teologico e umano, che ricorre non frequentemente nella Chiesa e quando ricorre vuol dire che si è a un passaggio epocale, che i fedeli credono, compiono atti di penitenza, si confessano e si comunicano. Si tratta della concessione dell’indulgenza plenaria, una misura gratuita, come è ciò che viene da Dio, con la quale, osservando le condizioni, si acquistano meriti per la vita eterna. Nel suo decreto, emanato dalla Penitenzieria apostolica, il Papa rileva «il consorzio familiare» che si celebra a Milano e che ha per tema «la famiglia, il lavoro e la festa», con l’intento di «indicare come conciliare al meglio le esigenze della famiglia con quelle di lavoro e dei giorni di festa, in special modo della domenica, Pasqua settimanale, giorno del Signore e giorno dell’uomo, giorno della famiglia e della comunità».

Un obiettivo è già chiaro: santificare la festa, che, secondo dati e constatazioni, sembra essere trascurata. E allora ecco l’indulgenza per tutti coloro che «veramente pentiti e stimolati dalla carità si dedichino alla santificazione della famiglia, seguendo l’esempio della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe». Ai fedeli si chiede di avere l’animo «distaccato da qualsiasi peccato» e di partecipare a qualche funzione durante l’Incontro, e alla sua conclusione. Ma non solo i partecipanti fisicamente al raduno possono acquisire l’indulgenza. Nella sua generosità, il Papa la estende ai fedeli che, «impossibilitati a partecipare», si uniscono spiritualmente all’evento milanese e «reciteranno in famiglia il “Padre Nostro”, il “Credo” e altre devote orazioni per invocare dalla Divina Misericordia» le stesse finalità, cioè la santificazione della famiglia. Il momento-clou per accaparrarsi l’indulgenza è quello in cui il Papa parlerà per televisione o per radio. A ulteriore conferma che la famiglia occupa un grande posto nel suo cuore e nei suoi pensieri, Benedetto XVI concede l’indulgenza parziale ai fedeli «ogniqualvolta, con cuore contrito, nel tempo indicato pregheranno per il bene delle famiglie».

Al suo arrivo, alle 17 di venerdì 1° giugno all’aeroporto di Linate, e nei 30 minuti di percorso per piazza Duomo, il Papa registra l’entusiasmo dei più giovani che sono venuti ad accoglierlo, ammira i grandi cartelloni, i video. Perché questo Incontro ha suscitato, da molto tempo, un grande interesse, con un’eco costante su tutti i network e su tutti media. Ma il grande abbraccio del Papa con i fedeli provenienti da tutto il mondo è sul sagrato del Duomo dalle tante guglie, un anticipo del milione di fedeli che assisteranno alla messa domenicale nel Parco di Presso, la mattina del 3, col contorno di oltre mille giornalisti, di cui un terzo provenienti dai cinque Continenti.

I milanesi hanno fatto le cose in maniera perfetta. Undicimila famiglie hanno messo a disposizione 34 mila posti-letto, mentre 13 mila sono stati allestiti dalle parrocchie e 50 mila sono destinati a chi si ferma solo per una notte. All’organizzazione collaborano ben 5 mila volontari, mentre varia da 7 mila a 50 mila, a 300 mila il numero degli iscritti ai diversi convegni e congressi teologici e pastorali, alle mostre sulla famiglia. Infine lo slancio di carità dei fedeli ha portato alla raccolta di 50 mila euro per il «Fondo accoglienza famiglie nel mondo». Il Papa dispensa il suo insegnamento non solo in questo primo incontro con la cittadinanza, ma anche due ore dopo al termine del concerto a lui offerto al Teatro La Scala, e soprattutto, dopo i vari incontri, specie con i cresimandi allo Stadio Meazza, tempio del calcio, con le autorità, nella grande messa a Bresso. E al pranzo con i cardinali e i vescovi non mancheranno anche alcune famiglie.

Vita affettiva e famiglia, lavoro e festa, educazione e cultura, povertà e malattia, vita sociale e politica: ecco i grandi temi di sempre, ma resi più acuti ai nostri giorni, che scorrono nelle omelie e nei discorsi di Benedetto XVI, che invita a «non perdere di vista il collegamento tra la fede e la vita quotidiana, tra la proposta del Vangelo e quelle preoccupazioni e aspirazioni che stanno più a cuore alla gente».

Antonio Sassone



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