Più Europa per salvare l'euro

«L’Unione europea ha un’unica strada per uscire dalla crisi che l’attanaglia: avviare la sua trasformazione in un sistema federale. L’ha detto bene il governatore Ignazio Visco nella relazione all’ultima assemblea della Banca d’Italia: l’eurozona è una realtà di 300 milioni di persone con 20 milioni di imprese. Il disavanzo annuo e il debito pubblico sono rispettivamente al 3 e al 90 per cento del Pil. Si tratta di numeri assolutamente sostenibili, soprattutto se si pensa che la ricchezza delle famiglie ammonta a tre volte il loro reddito annuo e che l’indebitamento delle imprese è pari al valore di quanto producono in un anno. Il problema, però, è che questa entità è virtuale, esiste soltanto sulla carta».

Afghanistan solo guerre senza fine

 

Nel giugno 2014 dovrebbero rimanere in Afghanistan circa 2 mila italiani, metà dei quali verranno fatti rientrare in patria nei successivi sei mesi; dopo di che 800-1.000 rimarrebbero per il post-Isaf con compiti addestrativi e per una non meglio precisata «consulenza istituzionale». Naturalmente è previsto anche, dopo il 2014, un contributo finanziario a Kabul per la realizzazione di una serie di infrastrutture, a testimonianza, ha dichiarato il presidente del Consiglio Monti, dello «sforzo coerente col ruolo incisivo di primo piano che abbiamo avuto laggiù».

Da Toniolo i cattolici nella società

 

«Giuseppe Toniolo? Studiatelo meglio» disse, secondo la testimonianza di Giulio Andreotti, mons. Montini agli studenti della Fuci. In realtà, pur dopo la sua beatificazione avvenuta lo scorso 29 aprile, anche nel mondo cattolico Toniolo rimane un illustre sconosciuto. Buon per noi che Ernesto Preziosi e Chiara Santomiero ottemperano all'invito del futuro Paolo VI, il primo con un'agile brochure  edita in joint venture con la gloriosa Ave (Anonima veritas editrice) e la Libreria editrice vaticana (pp. 66, 9 euro), la seconda con l'allegato dvd.

Per una fiducia vera

 

Nei momenti difficili bisogna far leva sulle «riserve auree della fede» e della «cultura cristiana» per costruire un futuro più giusto e solidale, aperto a Dio e ad ogni uomo. Nel pieno di una crisi etica, prima ancora che economica, che rischia di travolgere due intere generazioni - quella dei quaranta-cinquantenni espulsi dal mondo del lavoro e quella dei ventenni costretti a un precariato a vita - l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia invita alla «fiducia» e alla «speranza», chiedendo alla Città di guardare a quel patrimonio di valori cristiani e civili che hanno sempre sostenuto la crescita non solo economica, ma anche sociale e spirituale.

Un'etica a cielo aperto

Si respira nell’aria un grande bisogno di etica, di trovare indicazioni per il nostro vivere individuale e sociale. Certamente la crisi in cui siamo sprofondati, che solo una maliziosa miopia può considerare di natura esclusivamente economica, ha reso ancora più urgenti le domande che da sempre sollecitano l’essere umano. Inoltre il prevalere, a tratti ostentato e trionfante, di modelli negativi ha spinto a cercare nuove risposte e nuove modalità di “sopravvivenza”.

Chiara Lubich ancora tutta da scoprire

 

Incontrando Armando Torno, editorialista del «Corriere della Sera», autore della prima biografia di Chiara Lubich (1920-2008) scritta dopo la sua scomparsa, dal titolo «Portarti il mondo tra le braccia» (Città Nuova Editrice), gli abbiamo posto alcune domande.

De Chirico e l'apocalisse

 

Un avvenimento inconsueto: nessuna ricorrenza di nascita o di morte, eppure due città italiane, Aosta e Chieti, dedicano importanti mostre a Giorgio de Chirico, il Maestro della metafisica. E se la rassegna nella Vallée consente di ammirare da vicino capolavori talora raramente esposti o provenienti da collezioni private, quella abruzzese si sofferma sulla tematica religiosa, sinora poco indagata.

C'era una volta in Anatolia

 

Tre auto viaggiano nella notte nella provincia turca. Cercano qualcosa nell’oscurità: ogni collina, ogni albero potrebbero essere il luogo giusto. Su quelle auto ci sono un commissario con i suoi poliziotti, un procuratore e un medico. Conducono il sospettato di un crimine alla ricerca del luogo dove egli avrebbe sepolto il cadavere di un uomo. Il viaggio sembra girare a vuoto. Vagano senza risultati, si fermano a mangiare dal sindaco di un paesino, poi riprendono la ricerca….

Matrimoni ora basta scherzare

 

La proposta è giunta dall’America. Ad avanzarla è stata una psicologa, Elizabeth Brake, la quale con il suo saggio «Minimizing Marriage. Marriage morality, and the Law» (Oxford University Press) tenta di superare e risolvere le tante polemiche che oggi sono nate sulla famiglia. Oggi molte unioni affettive che non sono famiglia nel senso tradizionale del termine chiedono di essere considerate famiglia. Si sono subito formati due schieramenti. Quello favorevole, che ritiene una ingiustizia il mancato riconoscimento di queste unioni affettive alternative alla famiglia tradizionale, e quello contrario, che invece ritiene che le parole matrimonio e famiglia debbano essere riservate a quell’unione affettiva tra uomo e donna che è aperta alla procreazione/educazione dei figli, con un contratto stabilito con la società, con reciproci diritti e doveri.

Uno Stato per l'euro

 

Quale è il male profondo che minaccia la moneta unica e la stessa sopravvivenza dell’Unione europea? Io penso che abbia ragione chi, come Antonio Puri Purini su «Il Corriere della Sera», ha scritto in questi giorni: «Mentre i mercati aggrediscono l’euro come un torrente in piena, le classi dirigenti assomigliano all’oligarchia veneziana alla vigilia della scomparsa della gloriosa repubblica, per volontà di Napoleone, nel 1797. Allora come oggi trionfano l’opportunismo, la furbizia, l’attesa, la sottovalutazione del pericolo. L’inettitudine della politica nel banalizzare la gravità della situazione diffonde angoscia anche presso la gente comune…».

Atene e la Ue viste da Berlino

 

La bandiera greca, bianca e azzurra, è nata in Germania. Quando la Grecia divenne indipendente, nel 1831, si doveva trovare un re. Leopoldo, lo zio della regina Vittoria, disse di no, e lo imitarono altri principi disoccupati. Ludwig, il re di Baviera, ottenne la corona per il secondogenito, il sedicenne Otto, che divenne il primo sovrano della nuova nazione. Per questo la bandiera greca è bianca e celeste come quella della Baviera. A Monaco non l´hanno dimenticato.

Devis e la vita nuova

 

Devis non ha l’ambizione di diventare un guru né di creare un mito intorno a sé. Eppure da un po’ di tempo i media si stanno interessando a questo ragazzo di Raveo, paesino della Carnia in provincia di Udine, che dal 2003 ha deciso di cambiare vita e di dare le sue braccia alla campagna. Della sua avventura adesso ne ha fatto un libro, «Pecoranera. Un ragazzo che ha scelto di vivere nella natura» (Marsilio, pp. 208, euro 15,50), nato su richiesta della casa editrice che ha visto nella sua esperienza un paradigma nuovo, soprattutto una vicenda vissuta intensamente, con tanto sudore e spirito di ricerca.

Gli anni cruciali di Torino operaia

 

Diciamolo subito: «La fabbrica dei cattolici», un libro che sfiora le trecento pagine, scritto da Marta Margotti (ricercatrice di Storia contemporanea all’Università di Torino e da molti anni apprezzata collaboratrice de «il nostro tempo»), pubblicato dalle Edizioni Angolo Manzoni a cura della Fondazione Vera Nocentini, va letto con estrema attenzione, soprattutto da chi ha vissuto a Torino le vicende che vi sono raccontate. E l’attenzione più severa non basta, perché la lettura deve essere libera da ogni possibile pregiudizio (di destra o di sinistra).

Tutti i dolori del Papa

Parla di crescita il Papa. Ne parla in senso spirituale, ma in questo tempo di crisi economica mondiale nel quale si denuncia il dramma del ristagno e dell’economia, in cui tutti, governanti e sindacalisti, analisti ed economisti, studiosi di ogni disciplina lamentano la latitanza della crescita e, a seconda delle competenze, invocano o cercano i rimedi per ottenerla, le parole del Santo Padre, che invitano alla speranza, non possono non essere applicate anche alla realtà terrena, alla presente condizione dei popoli che il Papa conosce e segue con preoccupazione, non tralasciando occasione, più o meno importante e più o meno solenne, per esprimere solidarietà.

chiese d'Europa e bene comune

 

La persona, e non i mercati, devono essere al centro dell’Europa unita. È sotto gli occhi di tutti, cioè di oltre 500 milioni di cittadini dei 27 Paesi dell’Unione, l’errore di prospettiva commesso dai politici e dai burocrati: costruire l’Europa a cominciare dai mercati, dalla moneta unica, dalle istituzioni.

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