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Benedetto XV il profeta cent'anni fa

Mentre giustamente si canonizzano due grandi Pontefici che hanno segnato svolte epocali nella storia della Chiesa contemporanea e colpito a fondo il cuore e il pensiero di tutto il mondo, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, è doveroso ricordare con particolare intensità un altro Pontefice, Benedetto XV, specialmente oggi, nel centenario di quella Prima guerra mondiale di cui egli, in cinque sole parole, ha colto immediatamente, come nessun altro, il radicale, sconvolgente significato universale, l’apocalittica fine di un plurisecolare ordine di civiltà. Letteralmente cinque parole, compresa una semplice preposizione , che definiscono perfettamente quel sanguinoso terremoto: «Inutile strage» e «suicidio d’Europa». Forse nessuno è stato altrettanto capace di simili sintesi di un processo smisurato.

La teoria del gender

L’onorevole Anna Paola Concia lo ha raccontato in tv. Era lesbica, ma voleva vivere una vita eterosessuale e si è sposata; ma il suo orientamento omosessuale ha prevalso. Ha lasciato il marito e si è unita a Francoforte con la signora Ricarda Trautmann. La stessa cosa è stata raccontata da persone omosessuali che credevano di poter modificare il loro orientamento sposandosi e hanno dovuto constatare che la loro volontà non riusciva a prevalere sul loro orientamento. Potevano solo decidere come viverlo, ma non potevano modificarlo. Sono la dimostrazione vivente della insostenibilità della teoria del gender, che parla di una sessualità inizialmente neutra che assume quelle forme e quei contenuti che sono scelti liberamente dalla persona.

Migranti al limite cosa si può fare

Sono stati oltre 20 mila i migranti soccorsi dal 18 ottobre 2013 a oggi da «Mare Nostrum», l'operazione militare e umanitaria nel Mar Mediterraneo meridionale. Nell’operazione, che ha un costo mensile che va dai sei ai nove milioni di euro, sono impiegati il personale e i mezzi navali e aerei della marina, dell’aeronautica, dei carabinieri, della Guardia di finanza, della Guardia gostiera, del personale del ministero dell'Interno e della Polizia imbarcato sulle unità della marina e di tutti i corpi dello Stato che, a vario titolo, concorrono al controllo dei flussi migratori via mare. Ma i barconi continuano ad arrivare. E i centri di accoglienza sono ormai al limite in tutto il Sud Italia.

Nahum ebreo errante

Don Giuseppe Costa, il responsabile della Libreria editrice vaticana, che ha studiato giornalismo e comunicazione in America, ha diretto il Bollettino salesiano e la Sei (Società editrice internazionale), ha insegnato all’Università pontificia, alla Lumsa, all’Università di Catania e poi è stato nominato da Benedetto XVI consultore del Pontificio consiglio delle Comunicazioni sociali, non si è mai stancato di seminare fraternità e cultura, di porre a confronto spiritualità e ragione, imboccando strade diverse per parlare di Dio, scovando tutti gli indizi di una ricerca di senso universale nel giornalismo e nella letteratura. Entrare nella sua scia, seppure per poche ore, è come entrare nella corrente di un vento che rischiara l’aria e i pensieri.

Il tesoro Consolata

Torino celebra i 300 anni dalla proclamazione della Consolata a patrona della città e il santuario più amato dai torinesi, luogo di fede e di preghiera, meta privilegiata di pellegrinaggi, scrigno d’arte e bellezza, racconta la sua lunga storia in una piccola, ma preziosa mostra appena inaugurata e aperta fino al 7 giugno. Un’occasione unica per scoprire un luogo che, come ogni santuario, vive dell’incontro tra il sacro e il profano, il pubblico e il privato, la grande Storia e le piccole storie quotidiane. Un luogo venerato e amato nei secoli come centro di spiritualità e devozione popolare, sempre a fianco dei torinesi e della città nei momenti di difficoltà, lutto e dolore. Ma anche nella gioia ritrovata, nella paura superata, nella speranza riconquistata. Un santuario «crocevia» di molte strade, ponte tra terra e cielo, tra le ombre delle ordinarie preoccupazioni e la luce delle grazie ricevute.

Due papi, due santi per il mondo

Due nuovi santi per la Chiesa cattolica. Due nuovi santi per i credenti. Due nuovi santi per i cristiani. Due nuovi santi per il mondo. Ma c’era bisogno? Sì, c’era bisogno, perché i due nuovi santi, iscritti ora negli annali, invocati nelle litanie, celebrati nelle feste, sono Angelo Giuseppe Roncalli e Karol Jozef Wojtyla, due papi a cavallo del secondo e del terzo Millennio dell’era cristiana, lo scorcio del Novecento, il travagliato “secolo breve”, e gli inizi del Duemila, pronosticato felice. Più propriamente sono Giovanni XXIII, il bergamasco di famiglia contadina, e Giovanni Paolo II, l’operaio polacco.

Angelo e Karol sugli altari

Lunedì 8 ottobre 1962 mancano tre giorni all’apertura del Concilio. L’anticamera è affollata di cardinali e vescovi in attesa di incontrare papa Giovanni. Passa il segretario di Stato cardinale Amleto Cicognani. Passa il cardinale Antonio Caggiano, arcive­scovo di Buenos Aires. Passa l’arcivescovo Gi­no Paro, presidente della Pontificia accademia ecclesiastica. Passa l’arcivescovo Egidio Va­gnozzi delegato apostolico negli Stati Uniti. Poi è la volta, annota Roncalli sul diario, di una «importante e cara udienza al cardinale Stefan Wyszynski, arcivesco­vo di Varsavia. Prima solo e poi con i vescovi polacchi, nobi­le stuolo di prelati distinti che circon­dai di ogni più cortese cordialità».

Il più giovane è Karol Wojtyla. Fu il loro primo e unico incontro: il polacco ha 42 anni; il bergamasco di anni ne ha quasi 81. Nove mesi dopo, il 3 giugno 1963, Papa Giovanni muore. Sedici anni e 8 giorni dopo, il 16 ottobre 1978, il polacco sale sul Soglio di Pietro, e succede a Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo I. Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000 proclama beato il predecessore, dopo averne visitato la casa natale a Sotto il Monte (Bergamo) nel 1981, come il giovane don Angelo aveva visitato Cracovia nel 1912. Benedetto XVI il 1° maggio 2011 proclama beato Giovanni Paolo II.

La Polonia che scoprii con Wojtyla

Conobbi il futuro papa Giovanni Paolo II nel 1972. Due anni prima ero venuto in Polonia come inviato di «Famiglia Cristiana» per intervistare Frantisek Gajowniczek, il padre di famiglia condannato a morire di fame in un bunker di Auschwitz e scampato in extremis grazie a padre Massimiliano Kolbe (ora santo) che si sostituì a lui salvandogli la vita.

Non solo "Papa buono", ma affascinato dall'arte

Giovanni XXIII è per tutti il «Papa buono», per chi lo conosceva bene è sempre stato un Papa santo, amante della cultura e dell’arte. Ora il suo pronipote, Marco Roncalli (suo nonno, Giuseppe, era il più giovane dei fratelli del Papa), storico della Chiesa e uno dei massimi biografi del Pontefice, rilegge la vita del Papa nel libro «Papa Giovanni. Il Santo» (San Paolo, 2014), nel quale svela «non solo la sua esperienza di santità, ma anche il valore universale con cui l’ha declinata». Lo abbiamo intervistato.

Un mondo di schiavi

Stop alla tratta degli esseri umani, la nuova forma di schiavitù di cui sono vittime ogni anno più di due milioni e mezzo di persone. Lo gridano, con papa Francesco, i leader delle grandi confessioni religiose. Il Papa, dopo aver denunciato più volte il turpe fenomeno, ha ispirato azioni specifiche e una Conferenza internazionale in Vaticano, alla quale ha preso parte egli stesso. «Un delitto contro l’umanità, dell’umanità contemporanea, una piaga nella carne di Cristo», ha detto a conclusione dei lavori. «È un abominio commerciare in donne, bambini, uomini. Ferite sulla “carne di Cristo”».

Più soli senza Gabriel Garcia Marquez

Il mondo adesso è più solo, anche se la luce dei suoi capolavori continuerà a far vibrare i sogni che ha saputo accendere con le sue atmosfere surreali, con personaggi nei quali ciascuno di noi ha trovato un pezzo di sè. Gabriel García Marquez se n’è andato a ottantasette anni nella sua casa di Città del Messico, dopo una lunga malattia, salutato da migliaia e migliaia di persone accorse ai suoi funerali, ai quali erano presenti i capi di Stato di Messico e Colombia, Enrique Pena Nieto e Juan Manuel Santos.

Il trionfo di Pasqua col mondo

Dalla Quaresima, che col Messaggio di papa Francesco ha rivelato Dio all’uomo non «attraverso la ricchezza, ma attraverso la povertà di Cristo», povertà che non è «miseria, né pietismo filantropico, né elemosina, ma amore», amore di Dio per l’uomo, i credenti sono pervenuti alla luce, al trionfo e agli osanna delle Palme, alla gloria della Resurrezione, passando per gli eventi dolorosi dell’arresto di Gesù nell’orto degli ulivi, il tradimento di Giuda, le negazioni di Pietro, il processo-farsa da Erode e Pilato, la salita al Calvario e la crocifissione. 

Fecondazione: un atto d'amore fuori dal diritto

I fatti sono fatti e non resta che registrarli. La stampa ultimamente ne ha riferiti alcuni con grande rilievo. La Cassazione ha dichiarato legittima la fecondazione eterologa; il giudice di Milano ha ratificato all’anagrafe un bimbo concepito e nato all’estero con la tecnica dell’utero in affitto; una signora a Torino è morta dopo l’assunzione della pillola del giorno dopo; mentre a Roma una donna aspetta due gemelli non suoi per uno scambio di embrioni; il tribunale di Grosseto ha imposto al Comune di registrare il matrimonio di due persone omosessuali, celebrato all’estero. Notizie che hanno subito generato consensi, dissensi, polemiche, perchè è inevitabile che ai fatti segua la loro valutazione. Anche noi ci chiediamo che giudizio dare, perché per alcuni sono conquiste di civiltà, per altri sono sciagure.

Il silenzio della politica sugli interessi economici

«Del Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip), in fase di negoziazione tra Europa e Stati Uniti, circolano poche informazioni; se ne parla giusto sul sito della Commissione europea o nei circuiti governativi americani. Servirebbe invece maggior chiarezza, poiché l'intesa si ripercuote su parecchi aspetti del nostro modello sociale (sanità, ambiente, lavoro, ecc...) e sulle garanzie che ne sono alla base». A dirlo è Alessandra Algostino, docente di Diritti umani e globalizzazione all'Università di Torino, che abbiamo interpellato per avere qualche ragguaglio su questa trattativa commerciale che da tempo coinvolge le due sponde dell'Atlantico.

"L'amore più grande" nel logo dell'Ostensione

L’Ostensione 2015 sarà all’insegna dei giovani, aveva detto l’arcivescovo di Torino e custode della Sindone, mons. Cesare Nosiglia. È così è stato. Prima il lancio del motto «L’amore più grande» affidato a un tweet, con la possibilità di rilanciarlo dal sito @sindone2015. Poi l’annuncio che l’esposizione del Telo sarebbe stata più lunga delle precedenti: da domenica 19 aprile a mercoledì 24 giugno, festa di san Giovanni Battista, patrono della città, e onomastico di don Bosco, 67 giorni in tutto, comprese anche le vacanze scolastiche per agevolare gli studenti e le loro famiglie («Ma li aspettiamo anche nei week end e nei ponti che ci saranno in primavera…»). E adesso il logo: realizzato dall’agenzia pubblicitaria Armando Testa sì, ma sulle idee creative degli allievi dell’Accademia Albertina di Belle arti di Torino e di un gruppo di giovani che partecipano al cammino del Sinodo diocesano.

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