aprile 2014

Il nuovo mondo di Dorè

Quelli fuori moda sono anche quelli che rimangono sempre di moda, almeno quando il loro lavoro continua a essere “consumato” nella grande galassia dell'immaginario collettivo. E Gustave Dorè, nell'universo delle memorie, c'è da sempre.

Il cuore del Vangelo

Non è comunismo, ma Vangelo. Papa Francesco chiude una seconda volta, e per sempre, l‘accusa, il timore o il sospetto di alcuni che il suo amore e la sua attenzione per i poveri derivi dalla dottrina marxista-leninista. Lo ribadisce a cinque giovani belgi di etnia fiamminga che, a nome di molti altri, sono andati a trovarlo, gli pongono la domanda con semplicità e schiettezza, girano un video che viene trasmesso nel loro Paese.

Il Veneto oggi: la realtà e i sogni

C’è chi partecipa a un casting per accompagnare uno sceicco e il suo stuolo di mogli, figli e parenti in giro per l’Europa a fare shopping. La selezione è in mano a un’agenzia padovana che si dice sorpresa dal numero di candidate, provenienti da ogni angolo della regione, per aspirare a 15 giorni di acquisti sfrenati. La notizia appare sui giornali il giorno seguente al blitz dei carabinieri di Brescia che ha portato all’arresto di 24 indipendentisti, di cui la massima parte di provenienza veneta.

25 maggio un incubo sull'Europa

Fuori dall’Europa c’è l’Africa. Basterebbe questa considerazione, ancorché semplicistica e persino brutale nella sua immediatezza, per smorzare gli entusiasmi indipendentisti e centrifughi che arroventano la campagna elettorale in vista delle elezioni europee del 25 maggio.

Don Adolfo Barberis campione di carità

Don Adolfo Barberis, sacerdote diocesano di Torino, «ha esercitato in grado eroico le virtù teologali e cardinali», per questo merita il titolo di «venerabile» e così fa un sostanzioso passo avanti verso la beatificazione.

Misteri del vivere umano

Ci sono segreti e segreti, da quello svelato da san Paolo agli uomini, che vide la verità delle cose celesti (il «tanto secreto ver» di Par. XXVIII 136) al «Secretum» di Petrarca, quello delle angosce, delle debolezze, dell’amore per la gloria, per Laura e, dopo secoli, quello amoroso di Montale, zitto, «tra gli uomini che non si voltano», custode «sterile» di un «prodigio fallito», di un’alata intimità, sacrale, ma anche ossessione per la verità e lo svelamento di «uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l’anello che non tiene».

La corsa di Renzi

Se tutto fosse così chiaro nella politica italiana come appare in questi giorni, non ci sarebbe da temere nulla di quanto possa far pensare a una imminente caduta del governo Renzi, all’impossibilità di formarne un altro prima del voto per il Parlamento europeo (e, poco dopo, del passaggio all’Italia del semestre di governo dell’Unione), allo scioglimento delle Camere e a nuove elezioni politiche entro quest’anno.

Il Francia stravince la destra

Terremoto, tsunami, Trafalgar, Waterloo. I commentatori non sanno più quale parola scegliere (noi italiani penseremmo a Caporetto) per definire la pesantissima sconfitta, anzi il tracollo del Partito socialista nelle elezioni amministrative francesi.

La Nato continua a impaurire Putin

Il punto è questo: qualunque sia la “questione Ucraina”, non si può risolverla senza parlare con la Russia. Men che meno si può risolverla “contro” la Russia. Ci piaccia o no. Proprio per questo, a quattro mesi dall’inizio delle proteste (partite a Kiev, in piazza Maidan, il 21 novembre 2013), la crisi internazionale scoppiata intorno all’Ucraina torna, con la trattativa tra il ministro degli Esteri russo Lavrov e il segretario di Stato Kerry, esattamente al punto di partenza. O, per meglio dire, a quello da cui sarebbe dovuto partire, se un clamoroso caso di “idiotismo politico” non avesse complicato qualunque discorso.

La Caritas: fra i torinesi uno su quattro è povero

Portate amore nelle periferie esistenziali delle vostre città, esorta papa Francesco. E la Caritas di Torino risponde garantendo assistenza ogni anno a oltre 2 mila poveri. Ma sotto la Mole, colpita più di altre città dalla crisi, l’anno scorso 300 mila persone hanno perso casa e lavoro, cioè quasi un torinese su quattro è a rischio di indigenza. «Non più vulnerabile, ma vulnerato», ha detto amaro il direttore Pierluigi Dovis. E non sono soltanto immigrati, senza fissa dimora, ex detenuti, malati psichici. Ma professionisti, padri separati, anziani al minimo della pensione, lavoratori e disoccupati ai quali stipendi, contratti di solidarietà e ammortizzatori sociali non bastano più.



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