giugno 2013

Salvò 105 ebrei e morì nel lager

«Se tu avessi visto, come ho visto io in questo carcere, come trattano gli ebrei qui dentro, saresti pentito solo di non averne salvati di più». Disse con convinzione Odoardo Focherini al cognato Bruno Marchesi che lo visitava nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna. Una frase che campeggia nel Museo-Monumento al deportato politico e razziale di Carpi (Modena). Nella sua Carpi, sabato 15 giugno 2013, il «Giusto» Odoardo viene proclamato «Beato» in una celebrazione presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione dei santi. È il primo italiano a essere beatificato per aver salvato gli ebrei dalla persecuzione nazista.

Essere credenti oggi

Può stupire, intrigare o, addirittura, scandalizzare. Eppure non è altro che il metodo di ricerca proposto dall’eminente gesuita Michel de Certeau. Si tratta del “bracconaggio”, ossia l’assumere una posizione di forte curiosità che sappia cogliere, all’interno di una lettura attenta, frammenti utili su cui riflettere, materiali che possano tornare utili per costruzioni riciclabili.

L'Apocalisse nei disegni di Nani Tedeschi

Non è facile tradurre in immagini, in figure disegnate o dipinte, la Parola di Dio, che trascende ogni pensiero; ad essa si addice meglio la musica, che nella sua fluida evanescenza può suscitare emozioni e sentimenti, senza concretizzare in figure definite le parole veicolate. In particolare è difficile confrontarsi con i libri profetici della Bibbia le cui narrazioni simboliche usano immagini e hanno significati che trascendono i contenuti in cui si esprimono, ma in certo qual senso già li definiscono, senza esaurirne la intelligibilità.

I due volti di un'Italia "smarrita"

Tre mesi fa le elezioni politiche sancivano un’Italia tripolare con il centro-sinistra e il centro-destra separati da poche migliaia di voti (per la grande rimonta di Berlusconi e la mezza vittoria del Pd) e l’imponente successo del Movimento 5 stelle di Beppe Brillo che intimava nelle piazze ai vecchi partiti di arrendersi.

Rivoluzione etica nei deliri giovanili

Chi nella sua vita si è spesso occupato di cronaca nera, e chi si è appassionato nel leggerla sui giornali o guardarla in tv, non si stupisce di nulla. Assassinii ce ne sono sempre stati, anche commessi da minorenni: inutile fare nomi e ricordare eventi criminosi di ogni specie, colpevoli e vittime (anche madri, padri, fratelli e sorelle), luoghi e culture (o subculture) di riferimento, nel Nord come nel Sud.

Don Gallo due Chiese in una sola

Lo Spirito, e la diversità dei doni: la Chiesa al funerale di don Andrea Gallo ha dato l’impressione di essere scossa da un vento impetuoso, che ha turbato, e fatto pensare. Poi, però, è stato nella brezza leggera che tutto si è ricomposto. Quello che è accaduto a Genova il 25 maggio, per la prima volta il prete di strada don Andrea Gallo non potrà raccontarlo, e i giornali e le telecamere non potranno registrare un suo commento sferzante e certamente provocatorio.

La mannaia nel cuore di Londra

Il feroce assassinio di un soldato inglese, a Londra, in pieno giorno, per mano di due giovani convertiti alla fede maomettana, pone le autorità del Regno e i servizi di sicurezza britannici (ma non questi soltanto) dinanzi a una serie di dilemmi angosciosi, il primo dei quali è questo: se l’episodio rappresenti l’avvìo di una nuova forma di jihad (o guerra santa) gestito da vaste organizzazioni fondamentaliste; o se sia un caso isolato, dunque di una specie non prevedibile, deciso da singoli estremisti: un esempio di ciò che il Times ha chiamato lumpen terrorism, terrorismo dei poveri. Ma non è un dilemma che si possa chiarire a breve scadenza; e dunque, nel frattempo, si attivano tutte le antenne disponibili e, come s’usa dire, ci si regola “a orecchio” giorno per giorno.

Così cinquant'anni fa spirò Giovanni XXIII

«Caro conte, devo chiederle un favore. Quando il Papa fa qualcosa lei su “L’Osservatore Romano” scrive: “Sua Santità si è benignamente degnata di...” e quando il Papa dice qualcosa scrive: “Le sue auguste labbra hanno pronunciato...”. Ecco, scriva semplicemente: “Il Papa ha fatto, il Papa ha detto”». Al conte Giuseppe Dalla Torre, leggendario e severo direttore del giornale vaticano per un quarantennio (1920-1960), non rimase che ubbidire alla richiesta di papa Giovanni.

Roncalli e Montini si scrivono

Potere leggere la corrispondenza di due amici è sempre un penetrare nell’intimità della coscienza dei protagonisti e conoscere le motivazioni profonde dei loro comportamenti, ma se questi due amici sono stati al più alto grado di responsabilità nella vita della Chiesa, come successori di san Pietro, in un momento particolare della vita della comunità ecclesiale, vuol dire anche potere conoscere lo snodarsi delle vicende storiche e cogliere alla fonte la genesi degli avvenimenti.

De Giorgis, profeta per la fede

«Per disavventura troppi cristiani hanno dimenticato che la denuncia profetica è una dimensione essenziale della fede, e si sono adattati a quello che per primo Mounier chiamò il “disordine stabilito”». Ettore De Giorgis scriveva così nel 1972, fotografando l’inquietudine di una generazione di cattolici formatisi con il Concilio Vaticano II, ma anche raccontando il suo personale percorso di fede.



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