giugno 2013

La Turchia dimentica Ataturk

Sicuramente l’eroe nazionale Ataturk sarebbe fiero di questi novelli “giovani turchi” che stanno sfidando il governo (regime?) di Erdogan. Anzi, probabilmente scenderebbe in piazza con loro, a contrastare la deriva islamista che l’attuale premier sta imponendo alla Turchia, una sorta di retromarcia politica che sta lentamente cancellando le riforme democratiche introdotte dal venerato padre della patria.

L'amore più forte della legge

È per la nona volta che la sfida di fare un festival non su un libro qualsiasi, ma su Il Libro, viene vinta. A Vicenza gli undici giorni del Festival biblico sono volati anche in questa edizione, tra incontri, mostre, dibattiti, meditazioni, spettacoli, che hanno cercato di sviscerare un tema molto dibattuto, non solo nella nostra società progressivamente scristianizzata.

Una foresta in Israele in nome del card. Martini

«Colui che ha riposto il proprio interesse nella Torah dell’Eterno e medita il suo insegnamento giorno e notte sarà come un albero piantato lungo corsi d’acqua che darà il suo frutto a suo tempo, le cui foglie non appassiranno mai, e tutto ciò che farà avrà successo».

Ricordi di mondi scomparsi

Gyula Krudy (1878-1933) è lo scrittore ungherese più celebre dell’inizio del Novecento. Erede di Jokai e Mikszath, recuperò la lezione di Zola, Turgenev e Dickens rivelando una fertile vena narrativa. Scrisse un centinaio tra romanzi e racconti, non tutti di grande rilievo.

I doveri di tutti

Progressi compiuti, ma non ancora sufficienti, risultati acquisiti, ma ancora fragili; esigenza di non disperderli, ma di difenderli e di consolidarli: la chiave interpretativa della valida relazione del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco sta in buona parte in queste affermazioni di apertura.

Francesco per la pace

«Tutto si perde con la guerra. Tutto si guadagna con la pace». Papa Francesco ha fatto proprio il grido di Pio XII, purtroppo inascoltato, alla vigilia della guerra. Anche oggi ci sono guerre. Anche oggi un Papa le condanna con fermezza. Senza appello. Le guerre, quale che ne sia il teatro: «Pazzia, follia, suicidio dell’umanità». Ripete l’esecrazione in due momenti significativi: nella messa del mattino in Santa Marta per militari uccisi e famiglie, reduci, feriti e invalidi, e all’Angelus di fronte a una piazza che richiama puntualmente più di 150 mila fedeli che neanche la pioggia o il freddo scoraggia.

Un mondo nuovo è in arrivo

I numeri, anche questa volta, confermano l’interesse per un festival che, ai suoi inizi, si pensava avrebbe potuto riguardare solo gli addetti ai lavori. Invece, a Trento, il Festival dell’economia è stato anche per l’edizione 2013 un successo di presenze, soprattutto di giovani, grazie alla molteplicità di voci che sono state chiamate a discutere di «Sovranità in conflitto», il tema di quest’anno, con un occhio particolare per la crisi, economica e istituzionale, che l’Europa sta attraversando.

Presidenzialismo? Mah

In occasione della fiducia al governo delle “larghe intese”, Enrico Letta ha indicato in diciotto mesi il tempo entro in quale il Parlamento dovrà approvare la revisione della Costituzione, dopo aver “messo in sicurezza” il sistema elettorale, per evitare comunque un voto con il porcellum.

Dopo Cristo ma sempre con Cristo

In genere ogni persona mediamente colta, credente o laica che sia, pensa di sapere: 1) che cosa è la Chiesa cattolica; 2) quali sono i fondamenti teologici e la tradizione storica di una fede religiosa che ha compiuto duemila anni; 3) che come in tutte le vicende umane vi convivono il bene e il male, l’obbedienza e la rivolta, la carità e la violenza; 4) che la letteratura mondiale ne ha fatto una biblioteca immensa, fin dai primi libri stampati, non per caso la Bibbia. E così via.

Scacco matto da sette donne ai pregiudizi anticattolici

«La Chiesa è la madre di tutte le Inquisizioni». E, soprattutto, «nemica di scienza e filosofia». «Il celibato è una norma nociva», perlopiù disattesa e per questo fonte di corruzione e infelicità. «I protestanti sono più aperti alle sfide della modernità rispetto ai cattolici». Per salvarsi l’istituzione ecclesiastica «deve tornare alle origini». Quanti «luoghi comuni» sulla storia bimillenaria della Chiesa, molti dei quali avallati da «un’opinione diffusa e politicamente corretta» che tenta di portare l’istituzione ecclesiale davanti al tribunale della storia, come sostiene il teologo Bruno Forte. Ma è sempre stato così? No, non è sempre stato così. E per dimostrarlo non c’è che una strada: far entrare in scena proprio la storia. Uno sguardo cioè capace di circoscrivere e contestualizzare tante credenze, per scoprire che la verità ha molte facce, alcune delle quali davvero sorprendenti.



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