maggio 2013

Il governo fra realtà e politica

Da un lato c’è la realtà. Dall’altro lato c’è la politica. Chi ama la libertà, e la democrazia che ne è l’elemento fondamentale, non accetta che la distinzione diventi contrapposizione. La realtà di oggi in Italia ci dice molto ruvidamente che viviamo anni di crisi economico-sociale che condividiamo con tutto il mondo cosiddetto “avanzato” fino a una decina di anni fa, e questa condizione ha effetti su tutti, naturalmente molto diversi: su chi governa e chi resta anonimo soggetto della comunità nazionale, i ricchi e i poveri, il Nord e il Sud, e così via.

Ior e giovani, il Papa sincero

«Gli uffici sono necessari, ma fino ad un certo punto». Papa Francesco pronuncia queste parole rivelatrici del suo proposito di riformare la Curia romana e con essa il contestato Ior, l’Istituto delle opere di religione, ovvero la Banca vaticana, nella breve omelia durante la messa mattutina che celebra in Santa Marta. E alla messa sono presenti gli impiegati dello Ior. Lo sa il Papa e dice: «Ci sono quelli dello Ior, scusatemi, eh…».

Da dove arriva Enrico Letta

L’incarico di formare il governo dato dal Presidente della Repubblica a Enrico Letta potrebbe aprire una nuova stagione non solo per il Paese, ma per il centro-sinistra, in particolare per il Pd, e, più in generale, per il rinnovamento della politica. Detto così sembra un miracolo, in realtà è qualcosa di più di una speranza.

"Mariage" a tutti? Ecco quattro "no"

L’articolo è comparso su «la Repubblica» del 24 aprile, pagina 29, a firma di Michela Marzano. Interviene nella polemica scoppiata in questi ultimi tempi in Francia e si schiera dalla parte di quelli che sostengono le mariage pour tous. Non si limita a descrivere, ma vuole dimostrare che il governo francese ha agito bene approvando la legge che estende alle persone omosessuali il diritto di sposarsi e di adottare. In realtà il suo articolo non riesce a dimostrare quanto si propone, ed è possibile riscontrare in esso una serie di approssimazioni e di errori.

Tre strade obbligate alle imprese

Parlando degli specifici problemi delle aziende di piccola o media dimensione, Bruno Di Stasio, presidente della Piccola industria dell’Unione industriale di Torino, non ha alcun dubbio.

Don Tonino Bello voce profetica verso gli "ultimi"

Nelle numerose iniziative organizzate in occasione del ventesimo anniversario della morte di don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, in Puglia, e presidente di Pax Christi, si avverte l’urgente bisogno di testimoni credibili del Vangelo, un’ansia profonda che attraversa tutte le età, ma che, in modo particolare, investe i giovani. La testimonianza di mons. Bello si presta a scenari ampi, a vette spirituali inaudite; la sua voce profetica ha attraversato i grandi temi del mondo, in particolare l’accoglienza, la pace, il disarmo, la nonviolenza.

L'ultimo congedo di Tabucchi

Antonio Tabucchi è morto a Lisbona, la città dei suoi sogni, il 25 marzo 2012, ed è stato sepolto al cimitero dos Prazeres (dei Piaceri) nel settore dei Letterati. Ed è qui, mentre si celebra il suo funerale, che inizia «Mi riconosci» (Feltrinelli, pp. 143, euro 12,00) di Andrea Bajani, la storia di un’amicizia tra uno scrittore maturo e uno più giovane nata dalla letteratura e alimentata dalle idee sulla scrittura.

Il sogno perduto nel fu Filadelfia

Due avvenimenti per il Torino Fc. Un avvenimento brutto e un avvenimento che non si sa se sia brutto o bello o una via di mezzo. Il primo riguarda la sconfitta nel derby, domenica scorsa. I granata, secondo un perfido divertimento della sorte, vanno a un pelo dal gol, non ottengono un calcio di rigore e nel finale di partita prendono due sberle dalla Juventus.

Ritratti di carattere

È un evento eccezionale potere avere a Pinerolo (To), al Castello di Miradolo, fino al 16 giugno, in una mostra titolata «Il volto e l’anima», ben otto ritratti eseguiti da Tiziano Vecellio (1480-1576), il più importante artista veneto.

Verso un'Italia nuova?

Colpiva, nei titoli sui quotidiani di martedì mattina, l’aggettivo «storico» per il discorso pronunciato il giorno prima da Giorgio Napolitano a Montecitorio davanti a senatori e deputati in seduta congiunta, in occasione del suo secondo giuramento come presidente della Repubblica.



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