marzo 2013

Con Papa Francesco di fronte al mondo

Papa Francesco saluta la folla in Piazza San Pietro, il giorno della sua elezioneEletto alla seconda giornata di Conclave, al quinto scrutinio. Di sera, poco dopo le 19. Per l’esattezza le 19,06. Le sette e sei minuti della sera del 13 marzo 2013. Un’ora della storia. E’ Jorge Maria Bergoglio, che ha scelto di chiamarsi Francesco I, come il santo di Assisi, esempio di povertà. Gesuita, argentino, arcivescovo di Buenos Aires, che già nel 2005 aveva ricevuto 40 voti e aveva pregato i confratelli di desistere perché «non si sentiva pronto».

Piemontese di origini e gesuita

Papa Francesco, Jorge M. BergoglioHa origini italiane il nuovo Papa. Il bisnonno  era nato a Portacomaro, in provincia di Asti, da dove il padre del Pontefice si trasferì a Torino prima di emigrare in Argentina. Nei giorni scorsi il sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo, lo aveva invitato con una lettera a visitare i suoi luoghi natii. Il padre, Mario, era un funzionario delle ferrovie. La madre, Regina Sivori, una casalinga con sangue piemontese e genovese.

Nosiglia: una scelta che suscita molta gioia

Non è facile esprimere a parole la mia più intensa gioia e il rendimento di grazie al Signore, che, a nome di tutta la comunità diocesana, provo per l’elezione di papa Francesco che i cardinali hanno scelto, sotto la guida dello Spirito Santo, e che suscita in tutti noi un senso profondo di fiducia nel cammino della Chiesa, per il suo futuro nella storia del nostro tempo.

L'eredità da salvare: l'unità ecclesiale

I cardinali in conclaveUn Conclave, quello che si è aperto martedì 12 marzo, per la prima volta nella storia filmato momento per momento e divulgato in diretta in tutto il mondo in un crescendo di emozione, avvolto nella sacralità e nella spiritualità.

L'euro va difeso, ecco come e perchè

In una recente dichiarazione il premier uscente ha puntualizzato che, di fronte all’emergere di un governo incoerente con l’essere integrati nell’Europa, meglio sarebbe tornare a votare.

Una povertà che chiede carità

Monsignor Cesare NosigliaEmergenza lavoro? «Sulla povertà è calato un silenzio tombale». Emergenza sfratti? «Ci sono enti e organizzazioni di welfare che tengono come tesori le loro proprietà vuote». Emergenza nuove povertà? «Bisogna passare dalla centralità dei servizi offerti, alla centralità della persona. Gli aiuti ci sono, mancano le relazioni». Il futuro del volontariato? «Una carità intelligente che sa fare dell’accoglienza un impegno di relazioni, anticipando le domande e facendo rete».

Una città spaccata in due

C’è il manager che ha perso il lavoro: «Due anni fa sono stato licenziato, ho due figli che studiano e una moglie che fa la commessa in un supermercato. Non riesco più a pagare le spese condominiali e per questo rischio di perdere la casa. Sono stato affidato al servizio Terza Settimana, che prevede il ritiro della frutta e della verdura ogni venerdì e del Banco alimentare della nostra parrocchia. Sto scivolando verso il nulla».

Poveri, malati. E Lui

Continua ad essere un esempio a cui guardare, san Camillo de Lellis, il fondatore dell’Ordine dei ministri degli infermi. Ieri come oggi, quanto mai attuale in una società come la nostra in cui sembrano sgretolarsi i valori dell’altruismo e della solidarietà e l’ambito sanitario risente della difficile congiuntura economica.

Sempre meno lettori

«Un tempo l’ignorante si vergognava della propria ignoranza. Oggi quasi se ne vanta, e comunque la sbandiera arrogantemente». Parole profetiche, scritte da Giovanni Arpino sulle pagine di questo giornale nel lontano 1985, e diventate attualissime.

Conclave. Il mondo in attesa

Inizia il ConclaveConto alla rovescia per l’elezione del nuovo Papa, il 266° Pontefice della Chiesa cattolica, successore di san Pietro e di Benedetto XVI. Le procedure sono aperte. Si attende che si schiudano le porte della Cappella Sistina per far entrare i 115 cardinali con diritto di voto e che quelle porte si richiudano alle loro spalle per lasciarli tracciare, nel silenzio e nella preghiera, sotto lo sguardo del Cristo giudice dipinto da Michelangelo, un nome su schede che saranno raccolte e bruciate, quale che sia l’esito, positivo o negativo.



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