giugno 2012

Il manifesto verso Todi2 un progetto ancora nel vago

 

Non sembra aver suscitato molto entusiasmo nel mondo della politica e, in generale, in quello cattolico. Il documento «La buona politica per tornare a crescere», presentato lunedì 28 maggio, a Roma, da Acli, Coldiretti, Compagnia delle opere, Confartigianato, Confcooperative, Cisl, Mcl, che costituiscono il Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro, non ha scaldato gli animi. Questa, almeno, è l’impressione che se ne coglie seguendo l’informazione. Pochi i commenti, nessuno dai segretari di partito. Eppure, in un momento di grande disorientamento della politica, era naturale aspettarsi un dibattito più animato. Così non è stato, e bisognerebbe chiedersi la ragione.

A lode e gloria

All’ingresso della Fiera, decine di tricicli e “passeggini di cortesia” a disposizione delle famiglie con figli. Un mondo rovesciato, dove i bambini diventano importanti e con loro i genitori e i nonni e la famiglia tutta: ma non per quello che consumano, e comprano, e spendono. Il VII Incontro mondiale della famiglia è stato anche quello, con la Fiera della famiglia ad aprire i “giochi” in Fiera Milanocity, tempio della laboriosità lombarda, riuscendo a incrociare proposte e bisogni, offerte e domande, ma non tanto di prodotti, quanto di iniziative, associazioni, manuali di recente uscita, tutto sulla famiglia, sul lavoro, sulla festa, i temi dell’incontro.

Ma in Piemonte con la Tav e la Fiat

«In Piemonte, come in larga parte dell'Italia, le maggiori difficoltà sono quelle legate al comparto manifatturiero e ad essere più penalizzate sono le aziende che lavorano pressoché col mercato interno. Tengono meglio le imprese che si rivolgono verso l’estero, operando in mercati in espansione. A queste problematiche congiunturali si aggiungono poi alcuni nodi, per così dire, strutturali del Paese, ad esempio la carenza di investimenti dovuta anche a tassi di interesse più elevati di quelli di molti altri concorrenti».

Giuseppe Gherzi, direttore dell'Unione industriale di Torino, non nasconde le proprie inquietudini per un quadro piuttosto fosco. Nel contempo prova a guardare oltre l'attuale orizzonte di crisi, individuando nei lavori per la Tav e negli investimenti Fiat due possibili assi strategici per la ripresa.

Così si fa crescere l'economia

Negli scorsi anni, prima del fatidico autunno del 2008, si stava discutendo di etica e di economia con frequenza quasi sorprendente. Si parlava di codici etici delle imprese e persino di certificazione etica. Si rifletteva sul modo per trovare un criterio di giudizio che separasse ciò che è bene da ciò che non lo è. Nel farlo, talvolta, si sfiorava il gran tema del relativismo etico, chiedendosi se e come ci si potesse accordare sulla morale, quali che fossero culture e interessi. Si era capito, per la verità, che l’unico riferimento possibile era l’attenzione agli altri, anche se ciò talvolta finiva con l’apparire un po’ astratto e forse troppo semplice.

La Primavera araba e l'autunno di Mubarak

Ennesima strage in Siria, lo scorso 26 maggio. A denunciarla per primi, come sempre, sono stati gli stessi cittadini, scaricando su internet le immagini riprese coi cellulari e condividendole col resto del mondo. A seguire, è arrivata anche la conferma ufficiale, ad opera del generale Robert Mood, capo degli osservatori dell'Onu, il quale ha condannato come «una brutale tragedia» il massacro avvenuto a Hula, nel quale sono state uccise 92 persone, fra cui circa trenta bambini. I funzionari delle Nazioni Unite, ha aggiunto il generale, «hanno confermato l'impiego dei cannoni dei carri armati».

Quando il calcio era un gioco

Corre, anche troppo, l’anno 2012. Il primo clamoroso scoperchiamento del pentolone in cui bollivano i veleni del calcio-scommesse avvenne nel 1980. La Lazio vide cadere dagli altari nella polvere le sue amate bandiere Giordano, che si rianimerà a Napoli grazie agli abbracci tutori di Maradona, Manfredonia, che indosserà un vestito nuovo nella Juventus e, ancora, il leggendario difensore Wilson e il portiere Cacciatori. Fu, ovviamente, uno scandalo.

Ripartire dal Battesimo

Battesimo, «porta della fede» o «sacramento mordi e fuggi»? Per il bambino è un dono di vita nuova arricchita dallo Spirito Santo. Per i genitori un atto d’amore che li impegna nella loro responsabilità di educatori. Per la Chiesa una grazia perché, generando nuovi figli, esercita la sua maternità e cresce come popolo di Dio. Sempre più spesso, invece, le famiglie impermeabili al dono che Dio fa al loro figlio arrivano all’appuntamento senza un adeguato cammino di preparazione. Il rischio? Ridurre il sacramento a una festa senz’anima, “estraneo” alla vita stessa della comunità parrocchiale. Una contraddizione evidente: celebrare il battesimo senza la presenza della comunità rischia di svuotare le prime parole che i genitori sentono pronunciare dal prete, «La comunità vi accoglie…».

Magris un tempo per vivere

Dopo Svevo e Saba, Claudio Magris è il terzo triestino ad essere accolto nei Meridiani, due corposi volumi di cui ora esce il primo, «Opere» (Mondadori, pp. CLXIX-1680, euro 65,00), a cura di Ernestina Pellegrini, autrice di un bellissimo saggio introduttivo dal titolo «Claudio Magris o dell’identità plurale», di una minuziosa e vivace cronologia, arricchita dalla consultazione dell’archivio personale dello scrittore, e delle notizie sui testi, che documentano la ricezione italiana e straniera delle opere. Completano il volume un saggio di Maria Fancelli su Magris germanista e una bibliografia essenziale a cura di Luca Bani.

Il sogno antisismico

Che cosa significa costruire in modo antisismico? La domanda ritorna a ogni evento, quando si contano i morti. I crolli dei capannoni in Emilia sono lì a ricordare che non è il terremoto che uccide, ma sono le opere dell’uomo. È possibile evitare i morti e i danni alle cose e alle strutture? La risposta non è semplice e non è univoca, ma la scienza e la tecnologia sembrano rispondere affermativamente e con molte soluzioni a varia incidenza economica sui costi finali dell’opera.

Tutti con Benedetto XVI

La famiglia, da sempre definita nel lessico, nella dottrina e nella prassi ecclesiale «piccola Chiesa», e nella sociologia politica nucleo essenziale della società e pilastro degli Stati, è al proscenio a Milano (un milione i partecipanti) in un Incontro mondiale sorprendente e quasi incredibile in un momento di grave crisi come quella attuale. E’ la famiglia nella sua essenza, e cioè anzitutto come organismo naturale, che Benedetto XVI esalta, promuove, incoraggia, difende. Ed è questo il cuore del tema, il leitmotiv, l’ispirazione attorno a cui si sviluppano gli interventi e i gesti che il Papa compie a Milano in questi tre giorni che trascorre insieme a oltre un milione di mamme, papà, figli, nonni, nipoti convenuti nella più grande diocesi del mondo, nella metropoli lombarda, per questo VII Incontro che assume le stesse dimensioni, lo stesso significato, lo stesso entusiasmo delle Giornate mondiali della gioventù.



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