giugno 2012

Uno Stato per l'euro

 

Quale è il male profondo che minaccia la moneta unica e la stessa sopravvivenza dell’Unione europea? Io penso che abbia ragione chi, come Antonio Puri Purini su «Il Corriere della Sera», ha scritto in questi giorni: «Mentre i mercati aggrediscono l’euro come un torrente in piena, le classi dirigenti assomigliano all’oligarchia veneziana alla vigilia della scomparsa della gloriosa repubblica, per volontà di Napoleone, nel 1797. Allora come oggi trionfano l’opportunismo, la furbizia, l’attesa, la sottovalutazione del pericolo. L’inettitudine della politica nel banalizzare la gravità della situazione diffonde angoscia anche presso la gente comune…».

Atene e la Ue viste da Berlino

 

La bandiera greca, bianca e azzurra, è nata in Germania. Quando la Grecia divenne indipendente, nel 1831, si doveva trovare un re. Leopoldo, lo zio della regina Vittoria, disse di no, e lo imitarono altri principi disoccupati. Ludwig, il re di Baviera, ottenne la corona per il secondogenito, il sedicenne Otto, che divenne il primo sovrano della nuova nazione. Per questo la bandiera greca è bianca e celeste come quella della Baviera. A Monaco non l´hanno dimenticato.

Devis e la vita nuova

 

Devis non ha l’ambizione di diventare un guru né di creare un mito intorno a sé. Eppure da un po’ di tempo i media si stanno interessando a questo ragazzo di Raveo, paesino della Carnia in provincia di Udine, che dal 2003 ha deciso di cambiare vita e di dare le sue braccia alla campagna. Della sua avventura adesso ne ha fatto un libro, «Pecoranera. Un ragazzo che ha scelto di vivere nella natura» (Marsilio, pp. 208, euro 15,50), nato su richiesta della casa editrice che ha visto nella sua esperienza un paradigma nuovo, soprattutto una vicenda vissuta intensamente, con tanto sudore e spirito di ricerca.

Gli anni cruciali di Torino operaia

 

Diciamolo subito: «La fabbrica dei cattolici», un libro che sfiora le trecento pagine, scritto da Marta Margotti (ricercatrice di Storia contemporanea all’Università di Torino e da molti anni apprezzata collaboratrice de «il nostro tempo»), pubblicato dalle Edizioni Angolo Manzoni a cura della Fondazione Vera Nocentini, va letto con estrema attenzione, soprattutto da chi ha vissuto a Torino le vicende che vi sono raccontate. E l’attenzione più severa non basta, perché la lettura deve essere libera da ogni possibile pregiudizio (di destra o di sinistra).

Tutti i dolori del Papa

Parla di crescita il Papa. Ne parla in senso spirituale, ma in questo tempo di crisi economica mondiale nel quale si denuncia il dramma del ristagno e dell’economia, in cui tutti, governanti e sindacalisti, analisti ed economisti, studiosi di ogni disciplina lamentano la latitanza della crescita e, a seconda delle competenze, invocano o cercano i rimedi per ottenerla, le parole del Santo Padre, che invitano alla speranza, non possono non essere applicate anche alla realtà terrena, alla presente condizione dei popoli che il Papa conosce e segue con preoccupazione, non tralasciando occasione, più o meno importante e più o meno solenne, per esprimere solidarietà.

chiese d'Europa e bene comune

 

La persona, e non i mercati, devono essere al centro dell’Europa unita. È sotto gli occhi di tutti, cioè di oltre 500 milioni di cittadini dei 27 Paesi dell’Unione, l’errore di prospettiva commesso dai politici e dai burocrati: costruire l’Europa a cominciare dai mercati, dalla moneta unica, dalle istituzioni.

Buzzati reporter dell'ignoto

 

È un pregiudizio diffuso che il mestiere del giornalista e l’esercizio della scrittura letteraria percorrano strade diverse, destinate a non incontrarsi. Esso ha messo radici anche nella critica, diffidente verso lo scrittore giornalista, come se i prodotti della sua officina portassero un marchio di inautenticità.

L'Archivio vaticano svelòa i suoi segreti

Fu fondata nel 1884 da Leone XIII la «Scuola Vaticana di Paleografia Diplomatica ed Archivistica». Da oltre un secolo tale scuola permette ai propri studenti lo studio diretto delle innumerevoli e preziose fonti documentarie conservate nell’Archivio.

Visconti, il mio maestro

 

Più di 150 immagini, di grande formato, apparse sulle copertine delle principali riviste internazionali, da «Vogue» a «Life», da «Epoca» a «Stern», da «Paris Match» a «Vanity Fair». Un repertorio di forte suggestione, quello costruito in quasi sessant’anni di carriera da Chiara Samugheo, prima donna in Italia a diventare fotografa professionista, a cui il Museo del cinema di Torino rende omaggio attraverso una personale che, allestita lungo la scala elicoidale della Mole Antonelliana, vede ritratti, fuori dal set, attori, attrici, registi che hanno fatto grande il nostro cinema negli anni Cinquanta e Sessanta: Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Monica Vitti, Mario Monicelli, Federico Fellini, Michelangelo Antonioni e moltissimi altri.

Un'Europa da brividi

 

Foto a commento: la costruzione europea a un bivioDa qui alla fine del mese di giugno ci sono alcune date molto importanti per la sorte futura dell’Europa, più che mai avvolta nei fumi della crisi economico-finanziaria. Per cominciare dalla presente settimana, domenica prossima 17 giugno si vota in Grecia per il rinnovo del Parlamento che, eletto appena il 3 maggio scorso, non è riuscito a formare una maggioranza valida a sostegno di un governo di centro-sinistra in grado di affrontare con qualche probabilità di successo il problema della permanenza di Atene nell’eurozona, di giorno in giorno sempre più dubbia. L’esito della nuova consultazione dipenderà molto dal risultato che potrebbe ottenere il partito di estrema sinistra che i sondaggi danno al 20 per cento, mentre fino qualche mese fa lo davano al 4 per cento.



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