No alla violenza

Le cronache si fanno sempre più messaggere di violenza e di morte, con i numeri che le documentano. In una settimana si apprende: che in Siria dall’inizio dell’anno sono già stati sterminati in attentati di vario genere, pro o contro la dittatura, quasi novecento civili; in Afghanistan, come in Iraq, kamikaze fanno saltare quotidianamente concittadini di altra appartenenza islamica o militari internazionali; in Nigeria come in Kenya l’assalto omicida e stragista dei fondamentalisti musulmani è contro i cristiani.

Il Pontefice: evitare di scoraggiarsi

«L'Italia intera reagisca alla tentazione dello scoraggiamento». Questa la forte esortazione, e forse più che un’esortazione, una vera e propria linea di condotta e di azione, che Benedetto XVI ha rivolto al Paese, ai cattolici e a tutte le persone di buona volontà, da Arezzo, dove è stato accolto domenica da più di 30 mila persone che hanno partecipato alla messa celebrata con i vescovi toscani in quello che per la città è «il prato» per definizione. L’incitamento papale potrebbe sembrare un ricorrente tam tam degli ultimi mesi, invece è il rifiuto alla rassegnazione, l’invito a mobilitare le energie, in presenza di una crisi di giorno in giorno più dura, che anche nella storica città toscana svela le dimensioni, come denunciano il sindaco e l’arcivescovo nei loro indirizzi di saluto: un giovane su quattro senza lavoro, altrettante famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese.

Dopo il rigore quando la crescita?

Di recente il dibattito politico s’è molto inasprito grazie anche ai risultati delle elezioni francesi e amministrative italiane, assai deludenti per molti dei partiti che sostengono il governo. Il tema ricorrente nel dibattito si sintetizza nella parola «crescita», usata e abusata, ponendola in contraddizione con il rigore necessario a riassestare un bilancio pubblico che, ove si riscontrasse tale in un’impresa, obbligherebbe senza indugio a portare i libri in tribunale.

È in gioco la Costituzione

L’impressione è sempre più chiara: il presidente della Consob (’organismo di controllo della Borsa) ha parlato qualche giorno fa di «dittatura dello spread», intendendo con questa frase il fatto che la finanza internazionale (o, meglio, la speculazione internazionale sui mezzi finanziari) detta sempre più le regole di comportamento e, addirittura  le prospettive degli Stati. Le agenzie di rating (organismi privati, partecipati in prevalenza dagli Stati e dalle grandi strutture economiche internazionali come banche o società finanziarie) danno i voti non solo agli altri Stati, ma anche alle altre banche, alle industrie, e così via: non raramente abbiamo notato che i giudizi delle agenzie o non sono del tutto rispondenti alla verità, o , il che è peggio, sembrano seguire un disegno per portare in alto le valutazioni di certi Paesi o di certe banche e deprimere quelle di altri.

La nuova legge elettorale resta un enigma irrisolto

Dopo il ballottaggio di domenica potremo finalmente tentare un bilancio del voto amministrativo di maggio, e riflettere sulle scelte necessarie per superare una crisi che sta mettendo a rischio la coesione sociale. Possiamo tuttavia dire che una astensione che sfiora il 40 per cento degli elettori, e il dilagare, soprattutto al Nord, delle liste che fanno riferimento al Movimento cinque stelle, testimoniano la fine del ciclo berlusconiano. Possiamo anche dire che il declino della coalizione di destra e il fallimento del Terzo polo consegnano la pole position al Pd in vista dei ballottaggi. Ma anche i democratici restano incerti sulla strategia da adottare per essere davvero alternativi al blocco conservatore.

La “Calabria santa” di un grande prete

«Viviamo alla giornata, cercando di riposare nella mano di Gesù, dalla quale nessuno ci potrà mai strappare».. E’ una delle tante frasi che padre Stefano mi sciorinava con la sua grazia sacerdotale nelle tante chiacchierate vespertine che facevamo negli ultimi anni al termine della novena in onore della Madonna di Polsi, che ogni sera celebrava nella chiesa di Bovalino gremita della sua gente. I canti dialettali li accompagnava all’organo immergendoci in una atmosfera fuori dal tempo. Le sue riflessioni sulla «Donna vestita di sole», la creatura tota pulchra, speculum sine macula, ci davano una forza dirompente di fede.

La Chiesa e la donna

Se non ora, quando? E’ un motto dilagante, come effervescenza femminista. Ha incuriosito, adesso, quasi intenerisce, nell’ambito di Chiesa, un “quando” nel segno della donna, reso progrediente e sicuro. Risulterà consolidato nei dintorni dell’«Osservatore romano», nell’ufficialità vaticana. E’ affiorato ultimamente, da tradurre in evento tipografico, in una concertazione editoriale a firma di Lucetta Scaraffia, storica cattolica, di Ritanna Armeni, già portavoce, in Rifondazione comunista, di Fausto Bertinotti, e di Giovanni Maria Vian, direttore del quotidiano. Verrà fuori un inserto femminile dell’«Osservatore», oltre la cronaca e la moda: «Donne, Chiesa, Mondo». Si sta lavorando al numero zero, uscita a fine maggio.

Trionfo del libro spettacolo

La 25ª edizione del Salone del libro al Lingotto di Torino si è conclusa con un grande successo di pubblico. Un pubblco che non ha mai tradito le attese, passando dai quasi 100 mila visitatori del 1988 agli oltre 300 mila di quest’anno. E’ la magia dell’evento e la forza del personaggio mediatico, più che la passione per il libro, a far scattare l’afflusso della folla. E’ il trionfo del libro-spettacolo, scritto da personaggi televisivi, cantanti, attori e sportivi, a provocare sale strapiene, ressa, urla da stadio. Fabio Volo, Ligabue, Gramellini, Faletti, Ammaniti, Del Piero, Nanni Moretti, sono state le star di questi cinque giorni al Lingotto.

Con Dio nel silenzio

«Parola e silenzio. Educarsi alla comunicazione vuol dire imparare ad ascoltare, a contemplare, a parlare: silenzio e parola sono elementi essenziali e integranti dell’agire comunicativo della Chiesa, sono particolarmente importanti per l’evangelizzazione, rinnovato annuncio di Cristo nel mondo».

Pericolo diabete: si combatte così

«Agire oggi, per cambiare il domani»: è non solo uno slogan ma, in estrema sintesi, il messaggio che emerge dalla Copenhagen Roadmap, il documento elaborato al European diabetes leadership forum, promosso il 25 e 26 aprile scorsi a Copenhagen dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) e dall’Associazione danese per il diabete. Nella sua stesura definitiva la Copenhagen Roadmap sarà pubblicata il prossimo 4 giugno, ma le sue linee principali sono state anticipate in questi giorni a Milano, nel corso di un incontro organizzato dall’Italian diabetes barometer observatory.

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